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Tra libri, esami e caffè che non bastano mai, gli studenti universitari sono spesso a un passo dal collasso nervoso. Ma c’è una soluzione sorprendentemente semplice e morbida: accarezzare un cane. La Washington State University lo ha confermato con uno studio sul campo, dimostrando che passare un’ora alla settimana con un amico a quattro zampe può fare miracoli su concentrazione, memoria e capacità organizzative.
Lo studio ha coinvolto 309 studenti assegnati casualmente a tre programmi di gestione dello stress. Tra questi, la dog therapy si è distinta per efficacia: giochi, coccole e passeggiate hanno portato a un miglioramento significativo delle cosiddette funzioni esecutive, quelle abilità mentali necessarie per pianificare, memorizzare e restare motivati durante il percorso accademico.
I risultati sono stati sorprendenti: gli incontri tradizionali sulla gestione dello stress non hanno sortito lo stesso effetto, soprattutto tra gli studenti più vulnerabili. Patricia Pendry, autrice dello studio, sottolinea come l’interazione con i cani abbia aiutato a distrarre i partecipanti da pensieri negativi, creando un ambiente più calmo e rilassato. In pratica, un cane vale più di un PowerPoint sullo stress.
Un aspetto interessante è che i benefici non sono stati solo momentanei. Per chi aveva problemi accademici o di concentrazione, i miglioramenti sono durati fino a sei settimane dopo la fine degli incontri. Un vero e proprio “effetto post-coccola” che conferma come gli amici pelosi possano diventare alleati della mente oltre che del cuore.
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Questa ricerca offre spunti concreti per strategie alternative di gestione dello stress: mentre molti seminari tradizionali non riescono a raggiungere gli studenti più a rischio, la dog therapy dimostra che un approccio pratico e affettuoso funziona davvero. Non serve magia, solo un po’ di pelo morbido e un cane pronto a ricevere carezze. Tra libri e tesi, dunque, non resta che sperare che gli studenti abbiano sempre un amico a quattro zampe a portata di mano, pronto a calmare ansia, stress e notti insonni. E magari, tra una carezza e l’altra, anche qualche idea brillante per l’esame.
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