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Se pensavate che il vostro balcone fosse l’oasi della pace assoluta, i ricercatori dell’Università di Tel Aviv sono pronti a smentirvi. Un accurato studio della durata di sei anni, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell Press, ha infatti dimostrato che il mondo vegetale non è affatto silenzioso. Quando si trovano in una condizione di forte disagio o sofferenza, le piante iniziano a emettere una serie di clic ad alta frequenza attraverso l’aria, palesando uno stato di reattività biologica finora rimasto del tutto insospettabile.
Il team coordinato dal biologo evoluzionista Lilach Hadany ha monitorato una grande varietà di specie vegetali tra cui pomodori, tabacco, grano, mais, viti e cactus. I lamenti si attivano sotto specifiche sollecitazioni indotte dagli scienziati, in particolare quando le piante vengono tagliate con le forbici o private dell’acqua. Le registrazioni, effettuate in speciali camere acustiche insonorizzate all’interno di una serra, hanno mostrato come la disidratazione porti a un picco sonoro intorno al secondo giorno di totale assenza di irrigazione.
Questi segnali acustici viaggiano a una frequenza compresa tra 40 e 80 kHz, il che li rende del tutto impercettibili per l’apparato uditivo umano. Tuttavia, le vibrazioni sonore possiedono un’intensità tale da poter essere intercettate chiaramente dagli strumenti tecnologici fino a cinque metri di distanza. Sebbene noi si rimanga beatamente sordi a queste manifestazioni, creature come insetti e piccoli mammiferi – incluse le falene e i pipistrelli – hanno la piena capacità sensoriale per percepire distintamente i suoni emessi.
Per decifrare questa massa di dati sonori, l’equipe ha addestrato un algoritmo di apprendimento automatico. Questo sistema informatico è diventato capace di isolare i campioni ultrasonici e distinguere tra piante sane, assetate o tagliate. Gli scienziati hanno poi modificato la frequenza dei file audio accelerandoli, rendendoli finalmente compatibili con i nostri sensi e permettendo all’orecchio umano di comprendere la differenza strutturale tra i vari tipi di segnale registrati in laboratorio.
Il fenomeno mostra dinamiche sbalorditive quando si analizza nel dettaglio lo sviluppo del comportamento delle piante di pomodoro. L’attività acustica non è costante, ma segue una parabola legata all’aggravarsi dello stress: i suoni aumentano progressivamente nei primi 4-6 giorni di siccità. Una volta raggiunto il picco della sofferenza, le emissioni subiscono una diminuzione drastica quando la pianta inizia a seccarsi in modo del tutto irreversibile, spegnendosi in un silenzio definitivo che conclude il ciclo vitale.
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Restano aperte affascinanti domande biologiche sul senso profondo di questo fenomeno, poiché non è chiaro se si tratti di comunicazione attiva o di un semplice sottoprodotto fisiologico. I ricercatori stanno studiando se tali vibrazioni servano a interagire con l’ambiente circostante, ad esempio per attirare gli impollinatori o per scoraggiare i parassiti. Si valuta il comportamento di una falena femmina pronta a deporre le uova: la scelta del cespuglio di pomodoro potrebbe dipendere proprio dai segnali emessi dalla pianta.
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