Studio rivela: i maggiori consumatori di pornografia sono le persone religiose

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Uno studio scientifico ha esaminato i dati sulle ricerche collegate a pornografia nei vari stati USA, scoprendo che è proprio negli stati più religiosi che arrivano più numerose le ricerche. Il motivo sarebbe che il contesto culturale incoraggerebbe esperienze sessuali “private”.

Pornografia, dal greco πορνογραφια, ovvero “scrivere su” o “disegnare prostitute”, da πέρνημι vendere e γράφω scrivere, è un termine che non scandalizza più. Resta comunque un paradosso che ad usufruirne particolarmente siano gli stati più religiosi.

Con la parola pornografia si vuole intendere la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali, in genere ritenuti osceni.
Il termine può anche essere riferito a forme letterarie, pittoriche, cinematografiche o fotografiche.

Uno studio scientifico ha esaminato i dati sulle ricerche collegate a pornografia nei vari stati USA, scoprendo che è proprio dagli stati più religiosi che arrivano le maggiori ricerche. Il motivo sarebbe che il contesto culturale incoraggerebbe esperienze sessuali “private”.

Qualunque sia l’atteggiamento personale verso di essa, è un dato di fatto che la pornografia gode di un un mercato notevolmente ampio, cosa che è ben noto trova riscontro anche sul web, il quale ne facilita la fruizione. Per questo motivo le ricerche sociologiche non possono ignorarne il fenomeno.

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