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Il mondo delle fiere dedicate ai fumetti e all’animazione giapponese ci ha abituati da tempo a stravaganze di ogni forma e colore, ma l’ultimo espediente commerciale registrato negli Stati Uniti ridefinisce il concetto stesso di bizzarria. Nel corso dell’annuale kermesse svoltasi nella città di San Jose, in California, un gruppo di modelle ha deciso di testare i limiti del collezionismo e del feticismo moderno. Le giovani hanno infatti allestito dei veri e propri banchi di vendita per offrire al pubblico il cosiddetto feet juice, un succo di frutta in cui avevano letteralmente immerso i propri piedi nudi all’interno di grandi secchielli di plastica.
La singolare vendita non figurava minimamente all’interno del palinsesto ufficiale del Fanime Con, la fiera principale della città, ma ha trovato il suo habitat ideale in un evento collaterale all’aperto denominato Parkon. In questa area esterna autogestita, dove chiunque può presentarsi liberamente ed esibirsi senza particolari restrizioni, la trovata del succo speciale è diventata istantaneamente l’attrazione principale. Fotografie e filmati rimbalzati sulle piattaforme web mostrano le ragazze in cosplay con cartelli pubblicitari espliciti, mentre tenevano le estremità a mollo nel liquido o offrivano la bevanda che gocciolava direttamente dalla loro pelle.
L’aspetto che ha destato maggiore scalpore tra gli osservatori non è stata tanto l’idea in sé, quanto la risposta entusiastica da parte della clientela presente al raduno. Nonostante una tariffa tutt’altro che economica, oscillante tra i 10 e i 15 dollari a bicchiere, la richiesta è stata talmente elevata da polverizzare le scorte a disposizione. Secondo i resoconti emersi, la disgustosa bevanda a base di frutta e sudore è andata completamente esaurita in meno di sessanta minuti, dimostrando come la curiosità o il fanatismo dei frequentatori abbiano ampiamente superato qualsiasi barriera igienica o di comune buonsenso.
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L’episodio ha scatenato un acceso dibattito online, spingendo numerosi critici a definire la performance delle modelle come la forma di marketing più bassa e degradante mai concepita in un contesto pubblico. Dal punto di vista puramente economico e commerciale, tuttavia, l’accusa di aver fallito la strategia promozionale risulta tecnicamente errata, data la velocità con cui la merce è stata piazzata sul mercato. L’evento del Parkon 2026 rimarrà così negli annali delle fiere non soltanto per i costumi spettacolari o i dibattiti sui fumetti, ma per aver dimostrato che esiste un mercato attivo per qualsiasi bizzarria liquida.
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