Giocano a “suona e scappa”, ma arrivano i Carabinieri

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Giocano a “suona e scappa”, ma arrivano i Carabinieri

| 21/07/2021
Fonte: Facebook

Un “suona e scappa” costato molto caro

  • Due marocchini di venticinque e quarantaquattro anni hanno pensato di divertirsi con il più classico dei giochi, “suona e scappa”
  • Peccato che il continuo scampanellio non sia andato giù ai residenti
  • Questi hanno chiamato i Carabinieri che si sono messi sulle loro tracce
  • Grazie ad una descrizione accurata li hanno presto beccati
  • È emerso però che il più giovane dovesse essere in carcere

 

Chi non ha mai fatto almeno una volta nella vita un “suona e scappa”? Il classico giochino adolescenziale – ma che per tanti dura molto, molto di più – che si fa solitamente in tarda sera, in piena notte o al mattino presto. Peccato che non tutti prendano bene una bella suonata al campanello mentre magari stanno già dormendo e al “Chi è?”: il deserto dei tartari.

Solitamente la reazione più “crudele” è una secchiata di acqua gelida in testa, ma in questo caso i residenti erano proprio stufi di quanto accadeva. Ci troviamo tra i condomini in via Casal dé Pazzi, a Roma. Gli abitanti del luogo non infatti hanno affatto gradito che due cittadini marocchini di venticinque e quarantaquattro anni – ben oltre l’adolescenza, dunque – continuassero a molestarli con il loro “suona e scappa”.

I Carabinieri si sono messi sulle tracce dei due che giocavano a “suona e scappa”

Così, esasperati dal continuo scampanellio, hanno chiamato il 112. Poco dopo è arrivata una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma Premestina. I militari hanno ascoltato la testimonianza di una delle persone importunate dai due “burloni fuori quota”, che è riuscita a dare un’accurata descrizione dei due.

Non è passato molto tempo che i Carabinieri – che si sono subito messi sulle loro tracce – li intercettassero in un bar vicino al luogo del “misfatto”. A questo punto i militari li hanno identificati, ma una volta verificato nella banca dati, ecco la sorpresa. Il venticinquenne, infatti, era sottoposto ad un provvedimento di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Roma.

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Uno dei due sarebbe dovuto essere in carcere

Il giovane doveva scontare due anni di reclusione per rapina, ma si era reso irreperibile. Questo fino alla bravata del “suona e scappa”, che gli è costata dunque molto cara. I Carabinieri lo hanno ammanettato e portato nel carcere di Velletri, dove per il momento è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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