Fonte: Pexels
Siamo abituati a vederli camminare sui marciapiedi delle nostre piazze mentre muovono la testa in modo buffo alla ricerca di briciole, ma quando prendono il volo i piccioni si trasformano in veri concentrati di tecnologia biologica. Una recente ricerca condotta dagli scienziati dell’Università di Harvard e pubblicata sulla prestigiosa rivista Current Biology ha dimostrato che questi volatili possiedono una sorta di super stabilizzazione ottica naturale durante il volo. Una volta in aria, infatti, i loro occhi rimangono quasi perfettamente immobili, consentendo al cervello di elaborare le immagini senza le sfocature causate dall’alta velocità.
Per giungere a questa conclusione, il team di ricerca guidato da Salvatore Ferraro ha equipaggiato nove esemplari con un sofisticato e leggerissimo impianto di monitoraggio composto da sensori, specchi e telecamere focalizzate sulle pupille. Gli uccelli, che indossavano anche un piccolo zainetto contenente la batteria per alimentare la strumentazione, sono stati fatti volare sia all’aperto verso la colombaia sia in corridoi interni con diversi scenari visivi. I dati raccolti hanno confermato che la variazione dell’angolo visivo in volo è di appena un grado, un blocco oculare attivo che si ripete identico in ogni sessione.
La stabilità oculare non è l’unico asso nella manica di questi eccezionali navigatori dei cieli, poiché lo studio ha evidenziato che in volo le pupille si dilatano fino al 70% in più rispetto alla norma. Questa eccezionale dilatazione permette l’ingresso di una quantità di luce nettamente superiore, aiutando l’animale a processare con estrema rapidità le informazioni visive del paesaggio che scorre rapido sotto di lui. Gli scienziati ipotizzano che tale fermezza dello sguardo sia strettamente collegata al sistema dell’equilibrio situato nell’orecchio interno, i cui assi principali coincidono perfettamente con la posizione assunta dagli occhi.
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Questa scoperta si aggiunge a un altro recente passo avanti pubblicato sulla rivista Science, che ha finalmente fatto luce sul mistero del loro orientamento a lungo raggio. Dopo aver cercato per decenni un sensore nel becco o negli occhi, gli esperti hanno individuato particolari strutture ricche di ferro all’interno del fegato che permettono ai piccioni viaggiatori di percepire il campo magnetico terrestre. L’insieme di queste doti visive, l’integrazione con l’orecchio interno e la bussola epatica dimostrano che il sistema di navigazione di questi uccelli è molto più sofisticato di quanto si potesse immaginare.
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