Chiama il telefono amico per supporto agli aspiranti suicidi, gli risponde una hot line

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Chiama il telefono amico per supporto agli aspiranti suicidi, gli risponde una hot line

| 02/01/2021
Chiama il telefono amico per supporto agli aspiranti suicidi, gli risponde una hot line

Però, ecco un vero telefono amico

  • Negli USA le scuole distribuiscono delle card con dei numeri telefonici
  • Tra gli altri, c’è il telefono amico per gli aspiranti suicidi
  • Una ragazza un giorno ha provato a digitarlo per scherzo
  • Dall’altro capo della linea le sono giunti ansimi e gemiti
  • Per un errore i numeri erano stati invertiti
  • Anziché un telefono amico aveva chiamato una hot line

 

L’atto suicida è forse uno dei più terribili che la mente umana possa concepire. Esso si ingenera da un malessere così profondo da spingere a compiere l’atto più innaturale di tutti: fare del male a se stessi. Aiutare un aspirante suicida è quasi impossibile, a meno che non sia lui stesso a chiedere aiuto. Ecco perché sono nate molte linee telefoniche pensate in tal senso.

Soprattutto in America, il tasso di suicidi giovanili è molto elevato. Per questo motivo nelle scuole statunitensi è invalso l’uso di distribuire delle tessere identificative, sulle quali sono riportati diversi numeri di telefono. Ognuno di essi ha uno scopo preciso e può essere chiamato per contrastare casi di bullismo, di violenze subite, di problemi familiari. Infine, c’è il telefono dedicato agli aspiranti suicidi.

Un pomeriggio, dopo la scuola, un gruppo di ragazzi della New Vista Middle School di Lancaster, in California, ha deciso di divertirsi un po’. Quel giorno erano state loro distribuite le tessere con i numeri telefonici da contattare in casi di emergenza. Perché non provare a chiamarne uno?

Un telefono amico un po’ così

Emily Lavelle ha quindi deciso di chiamare la linea per gli aspiranti suicidi. Ha composto il numero di telefono riportato sulla sua card. Dall’altro capo della linea le sono giunti gemiti e ansimi. Dopo poche parole scambiate, Emily ha capito che non stava parlando con il centro di assistenza agli aspiranti suicidi e ha attaccato, rossa come un peperone.

Tornata a casa di corsa, ha raccontato tutto a sua madre Janene. Questa, per conferma, ha digitato a sua volta il numero di telefono. La persona che le ha risposto era chiaramente l’operatrice di una hot line: impossibile equivocare. La donna ha quindi pubblicato un post su Facebook per far girare l’allerta.

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La responsabile del distretto scolastico di Lancaster, Michelle Bowers, una volta informata, si è scusata, spiegando come si fosse trattato di un semplice errore di battitura. Nel numero scritto sui talloncini consegnati agli studenti erano state invertite due cifre. In tutta questa storia la parte dei veri signori l’hanno fatta i gestori della hot line, che hanno concesso una deviazione di chiamata finché l’errore non fosse stato sanato.

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