Tessuto sociale

Una bella discussione con la mia fidanzata che parte da un portaombrelli e da un cartello che ci ho appiccicato sopra. Era un comunicazione così, en passant, per farci anche qualche risaFacebook e Buona lettura!

Il nostro fan ha deciso di raccontare una discussione nata in modo apparentemente banale, ma che si è trasformata in qualcosa di molto più ampio e spiacevole. Tutto è partito da un portaombrelli e da un cartello che lui aveva appiccicato sopra nel suo ufficio. Un gesto leggero, fatto senza particolari intenzioni, quasi una comunicazione “en passant”, con l’idea di strappare anche una risatina.

Quella che doveva essere una cosa semplice e ironica, però, si è trasformata rapidamente in una discussione articolata e inattesa. Il nostro amico si è ritrovato coinvolto in una sorta di disquisizione su un presunto tessuto sociale, su contesti, persone e ambienti, fino a perdere completamente il senso iniziale del discorso. Lui stesso racconta di non sapere nemmeno come definire con precisione il tema che la conversazione ha finito per toccare.

Ciò che tiene a chiarire è il suo punto di vista personale: è felice di avere un ufficio tutto suo, che gestisce in autonomia, ed è contento che si trovi proprio in quella zona. Una zona vicina a casa, alla sua gente, alle sue abitudini quotidiane. È consapevole che, come ovunque, possano capitare persone maleducate o furbe, ma per lui questo non rappresenta un problema né un motivo di disagio.

La sua fidanzata, invece, sembra avere una visione molto diversa. Durante la discussione, secondo il racconto del nostro follower, lei ha espresso giudizi forti e piuttosto netti sull’ambiente in cui lui lavora e sulle persone che lo frequentano. Il nostro fan racconta di aver scoperto un lato della compagna che non conosceva, descrivendola ironicamente come una “business woman” convinta, nonostante lavori part time in un negozio di estetista.

Nel corso della conversazione, lui si è sentito etichettare in modo poco lusinghiero: una persona ingenua, buona fino all’eccesso, quasi uno “scemo”, che sceglie consapevolmente di stare in mezzo a gente che lei considera rozza, povera e poco raccomandabile. Un giudizio che lo ha lasciato senza parole, soprattutto perché arrivato da una persona a lui molto vicina.

Il nostro amico racconta di essere rimasto colpito non tanto dalla discussione in sé, quanto dalla distanza tra il suo modo di vedere le cose e quello della fidanzata. Una distanza emersa da un episodio all’apparenza insignificante, ma che ha fatto emergere differenze profonde di pensiero, di valori e di percezione dell’ambiente sociale.

La sua testimonianza si chiude con un senso di incredulità e amarezza. Il nostro fan condivide questa storia per raccontare come una semplice conversazione, nata quasi per gioco, possa trasformarsi in qualcosa di molto più pesante, mettendo in luce giudizi e convinzioni che forse non si era mai aspettato di sentire.

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