The Human Library, dove non prendi in prestito un libro ma una persona

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The Human Library, dove non prendi in prestito un libro ma una persona

| 04/09/2020
The Human Library, dove non prendi in prestito un libro ma una persona

Leggere i libri è bello: ma ascoltare è ancora più bello.

  • Nel 2000 a Copenhagen nacque la prima “Human Library”
  • Qui si affittano persone, non libri
  • Si può colloquiare con qualcuno per 30 minuti
  • Di solito la persona che si “noleggia” è un “diverso”
  • In questo modo si apprendono l’inclusione  e la condivisione

 

“The Human Library” è un progetto che è nato in Danimarca nel 2000 ma che poi ha avuto ramificazioni in diverse parti del mondo, Italia compresa, ed è attivo ancora oggi. Tutto prese spunto da un’aggressione razzista di cui rimase vittima un amico del fondatore di questa particolarissima biblioteca, Ronni Abergel. Ronni perse il suo amico e creò, nel 1988, l’associazione “Stop the Violence Movement”.

Dopo qualche anno di attivismo – in cui l’associazione ha cercato di sensibilizzare il pubblico circa la necessità di accettare ogni tipo di “diversità” – nel 2000 Ronni escogitò un’altra iniziativa. con il supporto di Asma Mouna, Christoffer Erichsen e di suo fratello, fondò “The Human Library”. “The Human Library” risponde perfettamente ai principi che hanno ispirato anche il movimento “Stop the Violence”.

Noleggiami

Naturalmente, non si tratta di una biblioteca qualunque. “The Human Library” non mette a disposizione libri, ma persone. Si incontra qualcuno che racconta la sua storia: si hanno trenta minuti a disposizione per ascoltare, fare domande, cercare di capire. La persona che viene “noleggiata” è una di quelle che avrebbe l’etichetta di “diverso” all’interno della società per religione, colore della pelle, estrazione culturale, orientamento sessuale.

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L’esperienza nata a Copenhagen ha avuto talmente successo che ben presto ha creato emulazione in tutto il mondo. Oggi ci sono “Human Libray” un po’ dappertutto, Italia compresa. La più attiva è quella che ha sede nella regione Toscana, che ha ricevuto riconoscimento internazionale. In un mondo in cui il contatto fisico sembra quasi essere stato messo fuorilegge, lo “human touch” è forse il bene più prezioso: poterlo ricevere gratuitamente è davvero un grande dono.

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