La storia dei tre libri avvelenati ritrovati in un’università danese

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Qualsiasi persona sul pianeta ha qualche piccola o grande abitudine.

Sicuramente avrete tutti presente quel viziaccio insopportabile di leccarsi le dita prima di voltare pagina di un libro o di una rivista. Se ne siete i fieri portabandiera non ci venite a raccontare che è solo per una questione di “grip”, di presa sulla pagina perché non è vero. O la gente normale non leggerebbe neppure una rivista in sala d’aspetto dal dentista. Beh, abbiamo una pessima notizia per tutti gli slinguazzatori voraci di angoli di pagine. Fossi in voi smetterei di inumidirmi le dita. O quantomeno non lo farei sui libri antichi.

i libri dalle copertine ricoperte di arsenico

Chiunque di voi avrà letto “Il nome della rosa”, vero? Vabè, almeno avrete visto il film! No? Beh, vi basti sapere che gli ingordi di inchiostro stampato non fanno proprio una bella fine.. E come nel romanzo di Umberto Eco, tre libri velenosi sono stati trovati nella biblioteca dell’Università della Danimarca meridionale. No, non tre libri dalla lingua pungente o aventi una trama “sul” veleno. Bensì tre volumi aventi le copertine realizzate con altissime concentrazioni di arsenico.

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