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Se l’idea di trascorrere quasi venti ore seduti su un cumulo di polvere nera sotto il sole cocente del Sahara vi sembra un incubo, congratulatevi con il vostro buon senso. Per una folta schiera di moderni cacciatori di brividi e accaniti sostenitori del franchise cinematografico di Dune, questa tortura logistica rappresenta invece il viaggio della vita. Dal lontano 1963, la linea ferroviaria nazionale della Mauritania opera colossali convogli merci progettati per trasportare ferro dall’entroterra fino alle coste dell’Oceano Atlantico. La bizzarra tendenza di viaggiare gratis a bordo di questi vagoni scoperti ha subito un’impennata spaventosa a causa di video virali pubblicati su piattaforme digitali come YouTube e Instagram.
Coperti da sciarpe per proteggersi dai detriti, i viaggiatori amano immortalarsi con estetica fantascientifica, emulando i celebri Fremen descritti dallo scrittore Frank Herbert. Questo flusso incontrollato di influencer ha spinto le autorità locali a correre ai ripari a causa dei rischi oggettivi legati alla totale assenza di cibo, acqua e vie di fuga in caso di incidenti lungo i 700 chilometri di deserto. Per questa ragione, nel 2024 il governo della Mauritania ha introdotto un divieto ufficiale per impedire ai civili l’accesso al treno. Il risultato di questo provvedimento restrittivo è stato però paradossale: il divieto ha finito per rendere l’esperienza ancora più desiderabile, trasformandola in una sfida illegale da documentare a ogni costo sul web.
Just rid on top of the iron ore train in mauritania, through the Sahara all night. Wild ride pic.twitter.com/NmM4KPmypC
— Johnny Ward (@onestep4ward) January 28, 2023
Oggi la traversata clandestina della durata di oltre 17 ore è diventata un’ossessione globale che spinge temerari da ogni angolo del pianeta a sfidare le forze dell’ordine africane. La polizia locale e la sicurezza di frontiera hanno intensificato i controlli, arrivando a ispezionare bagagli e smartphone alla ricerca di prove digitali del reato o di guide dettagliate sul viaggio. Come se non bastassero le sanzioni e la rigidità del clima desertico, lungo i binari si registra persino l’azione di bande di pirati terrestri. Questi criminali affiancano i convogli in corsa saltando sui vagoni per estorcere fino a 100 dollari a passeggero, approfittando dell’assoluta vulnerabilità dei turisti occidentali rimasti intrappolati ad alta quota.
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L’aspetto più ironico dell’intera vicenda risiede nella determinazione dei viaggiatori, i quali pur di non rinunciare allo scatto perfetto sono disposti a pagare i cittadini locali per farsi contrabbandare a bordo. Quello che era nato come un mezzo di trasporto industriale si è tramutato in un palcoscenico illegale dove si rischia l’arresto e la vita per raccogliere una manciata di interazioni sulle piattaforme social. I vagoni di ferro continuano a viaggiare stracolmi di fuliggine e di passeggeri abusivi, dimostrando che il fascino del Sahara è duro a morire, soprattutto se abbinato a un pizzico di incoscienza mediatica.
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