Trova vomito di balena in mare e diventa ricco, ecco perché

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Trova vomito di balena in mare e diventa ricco, ecco perché

| 08/10/2021
Fonte: Pexels

Diventare ricchi da un giorno all’altro per una cosa disgustosa

  • Noi oggi abbiamo trovato due euro a terra e ci siamo sentiti ricchi
  • Poi invece c’è chi trova vomito di balena in mare e ricco ci diventa veramente
  • Sappiamo che apparentemente vi sembra una cosa disgustosa
  • Ma la sostanza trovata da Narong Phetchara ha invece un valore economico molto elevato
  • Questo perché rarissima e preziosissima

 

Si chiama Narong Phetchara, è un pescatore, trova del vomito di balena in mare e improvvisamente la sua vita cambia, diventa ricco! Cosa stiamo dicendo? Niente di più e niente di meno che la verità e vi raccontiamo subito il perché.

Il pescatore Phetchara si trovava sulle coste di Niyom in Thailandia intento a praticare la sua attività quotidiana, quando improvvisamente ha visto galleggiare un blocco di una roba grigiastra. L’uomo ha subito capito di cosa potesse trattarsi e ha tirato su il blocco di ben trenta chili, facendolo analizzare a degli esperti dell’Università di Prince of Songkla. Phetchara non è infatti il primo uomo ad arricchirsi con una cosa che può apparentemente sembrare disgustosa. Proprio a febbraio altri undici pescatori avevano ritrovato l’equivalente di un milione e mezzo di euro all’interno di una carcassa di capodoglio. Ma perché il vomito di questi grandi cetacei vale così tanto?

Pescatore trova vomito di balena, una sostanza preziosissima

Il vomito di balena è chiamato anche oro galleggiante o tesoro del mare ma il suo nome scientifico è ambra grigia. Questa sostanza è molto preziosa perché utilizzata nell’industria dei profumi per fissare l’aroma e fare durare più a lungo l’odore sulla pelle. Ha un buon profumo di tabacco, una consistenza simile a quella della cera e il suo valore può arrivare a cinquanta mila euro al grammo! Così tanto perché è difficilissima da trovare.

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L’ambra grigia è infatti una secrezione biliare che protegge le mucose di balene e capodogli dai resti dei molluschi che rappresentano il loro pasto. I problemi sono due: il primo è che non tutte le balene la producono; il secondo è che per fortuna non si uccidono più le balene per ricavare questo prodotto. L’ambra grigia infatti, oggi viene prodotta sinteticamente in laboratorio, senza però avere le prestazioni eccezionali di quella originale. Dunque il suo impiego si riduce solo a un ritrovamento fortuito del passaggio di una balena che ha fatto indigestione. Riuscite a capire adesso perché il suo valore economico è alle stelle?

 

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