Twifia: chiamano la figlia come un operatore telefonico e ottengono 18 anni di internet gratuito

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Twifia: chiamano la figlia come un operatore telefonico e ottengono 18 anni di internet gratuito

| 22/10/2020
Twifia: chiamano la figlia come un operatore telefonico e ottengono 18 anni di internet gratuito

Scelgono di chiamare la figlia Twifia in risposta ad una sfida lanciata da un gestore internet.

  • Mamma e papà hanno chiamato la figlia Twifia ottenendo 18 anni di internet gratuito
  • A lanciare la sfida l’internet provider Twifi, proponendo Twifia per una femminuccia e Twifus per un maschietto
  • I genitori, dopo averci pensato un po’, hanno deciso che il gioco valesse la candela
  • Hanno però preferito restare anonimi, affermando che un po’ si vergognano della propria scelta
  • Philippe Fotsch, capo di Twifi, spera che altre coppie seguano l’esempio di questi impavidi genitori

 

Se non avete nessuna amica che si chiama Telecom Italia è forse perché, quando eravamo piccoli noi, promo così vantaggiose non avevano ancora fatto breccia nei cuori dei consumatori. Se volete farvi odiare per tutta la vita dalla vostra progenie, chiamarla come un gestore di servizi internet è di certo la scelta giusta. Sembrano non saperlo ancora i genitori della neonata Twifia, una bimba in fasce chiamata come la start-up Twifi affinché mamma e papà potessero aggiudicarsi 18 anni di internet gratuito. Che colpaccio, gente.

Ma un plauso va anche alla società svizzera che ha avuto l’idea, lanciando su Facebook la provocante challenge. La coppia di genitori che avesse chiamato Twifus (per un bimbo) o Twifia (per una bimba) il proprio pargolo avrebbe vinto tale eclatante premio. Così mamma e papà, 30 e 35 anni, hanno deciso che potesse essere una buona idea, reinvestendo i soldi risparmiati in 18 anni di internet gratuito in un fondo di risparmio per la lattante. “Più ci pensavo, più il nome diventava unico per me”, ha affermato il padre di Twifia.

18 anni di internet gratis: il gioco vale la candela?

“È stato allora che la cosa ha acquisito il suo fascino”. La sfida – che ci ricorda tanto i meme “se arrivo ad un milione di like chiamo mio figlio Goku” – è stata accettata di buon grado anche dalla madre della bimba, la quale ha tirato fuori dal cilindro una motivazione davvero deliziosa. “Per me il nome Twifia significa anche ‘connessione’ in questo contesto”. Davvero, non stentiamo a crederlo. “Ci sono nomi molto peggiori. E più spesso diciamo ‘Twifia’, più il nome suona bene!”.

La coppia, che ha ammesso di sentirsi un po’ imbarazzata da questa scelta, ha deciso di rimanere anonima. “Vogliamo rimanere anonimi per coloro che ci circondano, perché non vogliamo giustificarci”, hanno affermato. “L’accusa di aver venduto il nome di nostra figlia ci colpisce molto e ci vergogniamo un po’”. Purtroppo, probabilmente basteranno appena due o tre anni, tempo che la bambina vada all’asilo, affinché la notizia torni a spargersi.

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“Ci vergogniamo di aver chiamato la nostra piccola Twifia”.

Insomma, quante Twifia esisteranno a questo mondo? Philippe Fotsch, capo di Twifi, spera molte. Mentre si appresta a mantenere la promessa fatta ai genitori della piccola, spera che altri in dolce attesa scelgano di chiamare come l’internet provider il proprio nascituro. Ed anche gli operatori degli uffici dell’anagrafe, sicuramente, non vedranno l’ora.

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