Ubriaco, forza il posto di blocco: ma al volante c’è un prete.

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Le vie per il signore sono infinite, quelle per l’ubriachezza molesta finiscono al primo posto di blocco, e talvolta neanche. Vi raccontiamo la storia del prete che ha esagerato col vinsanto, e si è improvvisato personaggio di GTA.

Ci troviamo a Ferrara, quando è successo uno dei fatti di cronaca più inaspettati dell’anno nuovo. Don Silvano, prete di 43 anni, si trovava alla guida della sua autovettura con un tasso alcolico di 2.55 (circa cinque volte superiore al limite consentito). La poca sobrietà nel prendere decisioni lo ha portato a sfrecciare per due ore per le strade ferraresi generando il panico, superando i limiti di velocità e ignorando i semafori rossi. Quando finalmente gli agenti sono riusciti a fermarlo con un posto di blocco, il prete ha tentato di sfondarlo colpendo un agente alla gamba. Sono scattate immediatamente le manette. Il prete era in una condizione talmente poco sobria, da non essere stato in grado neanche di giustificarsi davanti ai suoi gesti folli. In totale ha accumulato: lesioni al poliziotto, resistenza, danneggiamento aggravato, guida in stato di ebbrezza.

L’Arcidiocesi di Ferrara ha fatto la propria parte affermando che Don Silvano era assolutamente ben voluto, apprezzato dalla comunità. E non riescono a capacitarsi dei gesti estremi dell’uomo. Rimangono, di fatto, ancora sconosciute le cause del raptus di pazzia dell’uomo. Di per se, non sarebbe una notizia da far gridare al miracolo, ma quando si tratta di un prete, diventa tutto incredibilmente divertente. Non quanto i vostri commenti però, che non potevano mancare per descrivere una situazione al limite della realtà. Non ci riteniamo responsabili di qualunque scomunica vi arrivi nelle prossime 48 ore. Eccovi i commenti serviti tra un’ostia e un bottiglione di vinsanto da 3 litri:

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