Giudice vieta la presenza di animali domestici durante le udienze a distanza

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Giudice vieta la presenza di animali domestici durante le udienze a distanza

| 22/02/2021
Giudice vieta la presenza di animali domestici durante le udienze a distanza

Un giudice ha vietato la presenza di animali domestici durante le udienze da remoto

  • L’episodio è avvenuto nello stato del New Hampshire, negli Stati Uniti
  • Alcuni legislatori hanno subìto dei rimproveri per la presenza di animali domestici durante le udienze da remoto
  • Secondo l’uomo, gli animali potrebbero disturbare la seduta
  • Cani e gatti dovrebbero essere tenuti fuori la stanza in cui si tiene l’udienza
  • Il giudice in questione, però, nega di aver emesso divieti di questo genere

 

Vietare la presenza di animali domestici durante le udienze da remoto? A quanto pare c’è qualcuno a cui non va a genio la presenza di cani e gatti che “sfilano” dinanzi la webcam. In una realtà ormai basata principalmente sullo smartworking, dove il salotto di casa è diventato a tutti gli effetti il proprio ufficio, può capitare di dividere le ore lavorative con i nostri amati amici a quattro zampe.

Peccato, però, che le amorevoli “comparsate” di cani e gatti durante le riunioni di lavoro non siano apprezzate da tutti. È ciò che è accaduto nello stato del New Hampshire, negli Stati Uniti, dove un giudice ha vietato la presenza di animali domestici durante le udienze da remoto.

Vietare la presenza di animali domestici durante le udienze da remoto: è giusto?

A denunciare l’accaduto la rappresentante democratica Anita Burroughs, la quale ha raccontato che i suoi gatti, Yoshi e Jack, sono comparsi in alcune udienze tenutesi online. Ad un certo punto, il soffice viso bianco e nero di Yoshi ha parzialmente oscurato quello della donna, richiedendo così un po’ di attenzione.

Nessuno si è opposto in quel momento, ma un collega ha successivamente trasmesso un messaggio proveniente dal presidente di commissione, il repubblicano John Hunt, in cui emanava la richiesta. Quest’ultimo, però, ha negato di aver emesso un divieto di questo genere.

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Ho semplicemente chiesto al democratico in questione se vogliamo davvero che i gatti sfilino davanti al computer del legislatore. Per non parlare di fermarsi e farsi coccolare” ha spiegato in una mail l’uomo. Continuando a sottolineare il monito, seppur involontariamente e cercando di uscirne indenne, dato che la richiesta ha destato scalpore tra i legislatori.

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