Una donna “chatta” con la madre defunta usando l’IA: il risultato è inquietante

Sirine Malas non riusciva a rassegnarsi alla perdita della mamma e si è rivolta ad un sistema di IA per simulare un dialogo con l’aldilà

 

Una donna straziata per la perdita della madre ha fatto ricorso all’Intelligenza Artificiale per avere una “conversazione” con l’aldilà e trovare sollievo nel contatto virtuale.

Il programma IA Project December

Sirine Malas dopo la morte della madre era alla disperata ricerca di uno sfogo al suo dolore. La donna era partita dalla Siria nel 2015 per trasferirsi in Germania. Aveva sperato di potersi al più presto ricongiungere con la mamma Najah, ma l’anziana è deceduta nel 2018 all’età di 82 anni. Sirine non ha fatto in tempo a riabbracciarla e a farle conoscere sua figlia Ischtar, nata dopo la sua partenza.

Dopo alcuni anni di estrema sofferenza e di difficoltà a rielaborare il lutto, la donna si è rivolta a Project December, un sistema che usa l’IA per simulare conversazioni con i morti.

Gli utenti compilano un modulo e inseriscono informazioni dettagliate sulla persona deceduta, come l’età, il luogo dove vivevano, abitudini, frasi e citazioni che erano solite dire, e molte altre cose. Le risposte vengono quindi inserite in un chatbot IA basato su GPT2 di OpenAI, una prima versione del grande modello linguistico dietro ChatGPT. Il sistema genera un profilo basato sulla memoria dell’utente della persona deceduta. Al costo di 10 dollari, gli utenti possono inviare messaggi al chatbot per circa un’ora.

Una conversazione inquietante

Sirine ha definito la conversazione piuttosto inquietante: a tratti ha percepito le risposte come estremamente reali, in altri casi le ha considerate piuttosto generiche, come se chiunque avesse potuto rispondere in quel modo.

Il chatbot, imitando la madre di Sirine, si rivolgeva a lei con il suo nomignolo (che la donna aveva indicato nel questionario) e le chiedeva se stesse bene, se avesse mangiato e che lei la stava osservando. Project December conta più di 3.000 utenti, la maggior parte dei quali ha utilizzato il programma per simulare una conversazione con una persona defunta.

Jason Rohrer, il fondatore del servizio, afferma che gli utenti sono in genere persone che hanno affrontato la perdita improvvisa di una persona cara. Di solito fanno un’unica conversazione, come se volessero dare un ultimo saluto al proprio familiare, e sono pochissimi quelli che tornano sul sito per simulare più conversazioni nel tempo.

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Il sistema di IA è stato criticato poiché potrebbe interferire nel naturale processo di elaborazione del lutto. Billie Dunlevy, terapista accreditata dalla British Association for Counseling and Psychotherapy, ha affermato: «La maggior parte della terapia del dolore consiste nell’imparare a venire a patti con l’assenza, imparare a riconoscere la nuova realtà o la nuova normalità, quindi il programma di IA potrebbe interrompere tale processo».

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