Un’altra

Mio figlio non accetta che io abbia un’altra. Non vuole che lei venga alla cena da lui. Non vuole che io sia felice. Vorrei presentargliela ma lui si è arrabbiato. Non accetta io possa ritrovare la felicità con un’altra donna che non sia sua madre. Gli ultimi due anni della mia vita sono stati i più bui che abbia mai vissuto. Mi sono sentito come chiuso in una stanza, con un torturatore spietato, me stesso. Non ho aperto le persiane per mesi. Spesso mi ritrovavo bloccato mentre facevo qualcosa. Venivo preso da un vortice di pensieri dolorosi, di voci che mi urlavano che era solo colpa mia, era colpa mia di tutto. Ho cominciato a bere. Ho un dannatissimo angolo bar. Cosa fanno del resto gli uomini quando soffrono? Bevono, no? Prima quell’amaro comprato ad Aosta. Poi quel prosecco conservato per le feste. Bevevo e non mangiavo. Non meritavo di mangiare. Non dormivo perché pensavo di non meritare nemmeno più il sonno. Quel sonno che aveva distrutto la mia vita e che si era preso mia moglie che aveva chiuso gli occhi per riposare un istante ma non li aveva più riaperti. Io meschino, io pezzo di merda, io ultimo sputo della terra, io coglione. Finché poi ho toccato il fondo. Ho versato tutte le mie lacrime. Le bottiglie del mio maledetto angolo bar sono finite. Le avevo svuotate tutte. Sono uscito per comprarle. E quando muovi appena il piede, quando fai il primo passo verso la porta, la ruota della vita ricomincia a girare. E io ho conosciuto un’altra. E io sono rinato.

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Il nostro fan si trova ad affrontare una situazione familiare molto complessa. Suo figlio non riesce ad accettare la presenza di una nuova compagna nella vita del padre e manifesta apertamente la sua contrarietà. Il ragazzo non vuole che la donna partecipi alle cene di famiglia e sembra opporsi fermamente alla possibilità che il genitore possa ritrovare la felicità con qualcuno che non sia sua madre. L’amico ha tentato di presentare la nuova partner al figlio, ma la reazione di quest’ultimo è stata di rabbia e rifiuto totale.

La nostra fan racconta che gli ultimi due anni della sua esistenza sono stati caratterizzati da un periodo di profonda sofferenza e buio interiore. Si è sentito come rinchiuso in una stanza insieme al suo peggior nemico, ovvero se stesso, che lo torturava costantemente. Per mesi non ha aperto nemmeno le persiane di casa, rimanendo isolato dal mondo esterno. Spesso si ritrovava bloccato durante le attività quotidiane, sopraffatto da vortici di pensieri dolorosi e da voci interiori che lo accusavano di essere il responsabile di tutto ciò che era accaduto.

Il follower ha iniziato a cercare rifugio nell’alcool, utilizzando il suo angolo bar domestico come via di fuga dal dolore. Ha cominciato con un amaro acquistato ad Aosta, per poi passare al prosecco che teneva conservato per le occasioni speciali. Beveva senza mangiare, convinto di non meritare nemmeno il cibo. Anche il sonno era diventato un nemico, poiché lo associava alla perdita di sua moglie, che aveva chiuso gli occhi per riposare un istante senza mai più riaprirli. Si definiva con termini molto duri, considerandosi un fallimento totale.

Quando ha toccato il fondo e ha esaurito tutte le bottiglie del suo angolo bar, il nostro amico ha dovuto uscire di casa per acquistarne altre. È stato proprio in quel momento, muovendo il primo passo verso la porta, che la sua vita ha iniziato a cambiare direzione. Durante questa uscita ha conosciuto un’altra persona speciale e si è sentito rinascere. Questa nuova relazione gli ha restituito la speranza e la voglia di vivere, permettendogli di superare il periodo più buio della sua esistenza e di ritrovare un senso di felicità che credeva perduto per sempre.

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