Vacanze coi suoi

Il mio compagno vuole fare vacanza nel villino in campagna coi suoi. Non avete idea di cosa significa. Io e il mio compagno abbiamo solo una se9mana di vacanza e lui vuole spenderla nel villino dei suoi in campagna. Certo può essere bello, ma vi invito a leggere la chat per capire perché mi sto sentendo male. La cosa tragica è che non posso dire di no. Non posso in alcun modo soArarmi a questa vacanza/supplizio. Non sto esagerando e non prendetemi per ingrata. Il suo villino è bello, grande e in mezzo al verde in una campagna siciliana, ma è Dpo una caserma… Non so come soArarmi a questa cosa .,.. Il ricaAo è bello e buono. Se non ci fosse questo “problema” gli avrei deAo no senza tanD complimenD, ma invece mi ha incastrato e so già che resteremo bloccaD lì… avevo un ulDma speranza alla fine…. Ma anche quellla è sfumata. Vi allego gli screen della chat col mio compagno. Spero non siano troppi e che pubblichiate la mia storia. Penso che molte coppie stanno programmando le vacanze per ora e il terrore più grande credo sia passare quei giorni che dovrebbero essere di relax proprio con il parentado!!!!!!

Scrivete cosa ne pensate nei commenti di Facebook e Buona lettura!

La nostra fan racconta con tono esasperato una situazione che la sta mettendo in forte difficoltà: il suo compagno ha proposto – anzi, praticamente deciso – di trascorrere l’unica settimana di vacanza disponibile nel villino di famiglia, situato in campagna. Una casa di proprietà dei suoi genitori, immersa nel verde della Sicilia.

A prima vista potrebbe sembrare una proposta piacevole: una casa grande, in mezzo alla natura, lontano dal caos cittadino. Ma, come precisa subito la nostra follower, la realtà è molto diversa da quella che si potrebbe immaginare. Quella casa, per lei, non è sinonimo di relax, ma rappresenta una vera e propria prigione. Utilizza l’espressione “caserma” per descrivere il clima che si respira in quel luogo, fatto di regole, routine e presenza costante dei familiari del suo compagno.

La nostra fan sottolinea che si tratta dell’unica settimana libera che avranno insieme e che avrebbe voluto sfruttarla in modo diverso. Non per forza in una meta esotica o costosa, ma semplicemente in un luogo dove poter vivere il tempo in coppia, senza interferenze o tensioni. Purtroppo, come lei stessa racconta, non ha la possibilità concreta di opporsi: dice chiaramente di sentirsi “incastrata” e che dire di no a questa vacanza è, di fatto, impossibile.

Racconta anche di aver avuto una piccola speranza verso la fine, forse legata alla possibilità che i piani cambiassero o che emergesse un imprevisto che le evitasse il viaggio. Ma anche quell’ultima possibilità è sfumata. Ora, la certezza è che partiranno, e che trascorreranno quei giorni in compagnia della famiglia di lui, in un ambiente che lei percepisce più come una fonte di ansia che come un momento di pausa e serenità.

La nostra amica non si definisce ingrata, né pretende l’impossibile. Ma ritiene che le vacanze, soprattutto quando così brevi, debbano essere un momento di vera condivisione di coppia e non di “sopportazione forzata” con il parentado. Conclude il suo racconto augurandosi che la sua esperienza venga condivisa, certa che molte coppie si trovino in questo periodo alle prese con la programmazione delle ferie… e con il terrore, spesso taciuto, di doverle passare proprio con la famiglia dell’altro.

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