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Quando Elisabeth Magie, nata nel 1866, ricevette la sua prima scatola di Monopoli, non avrebbe mai immaginato che la sua creatrice originale fosse una donna ribelle e anticonformista. Lizzy, giornalista e scrittrice, voleva insegnare ai bambini i pericoli del capitalismo sfrenato e dei monopoli, ispirandosi al libro Progress and Poverty di Henry George. La sua creazione, The Landlord’s Game, permetteva di simulare la proprietà della terra e le disuguaglianze economiche in modo educativo, con regole cooperative e individuali.
Il gioco, pubblicato nel 1904 e brevettato, si diffuse tra studenti e intellettuali delle università americane. Mostrava in maniera chiara come la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi potesse portare alla miseria degli altri, mettendo in luce l’ingiustizia sociale della proprietà esclusiva delle risorse naturali.
Negli anni ’30, durante la Grande Depressione, Charles Darrow vide in The Landlord’s Game un’occasione per arricchirsi. Modificò le regole, eliminando la morale cooperativa, e creò il Monopoly, dove l’obiettivo era diventare ricchissimi mandando in bancarotta gli avversari. Parker Brothers pubblicò il gioco e lo rese un fenomeno mondiale, senza attribuire i meriti a Lizzy, che ricevette solo 500 dollari per i diritti. La storia di Lizzy è stata riscoperta nel 1972 dal professore Ralph Anspach, che, durante la creazione di Antimonopoly, riportò alla luce la figura della vera inventrice, evidenziando come il gioco originario fosse una critica sociale e non un manuale per diventare milionari.
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Il gioco arrivò in Italia nel 1936, dove fu italianizzato in Monopoli a causa delle restrizioni linguistiche del fascismo. Solo nel 2009 il nome originale, Monopoly, fu ristabilito, segnando il recupero della memoria storica di un gioco che nasceva come denuncia al capitalismo, ma che è diventato simbolo di ricchezza e competizione globale.Elisabeth Magie resta così una figura pionieristica, capace di trasformare un gioco da tavolo in un messaggio politico e sociale, anticipando di decenni dibattiti su monopoli e disuguaglianze che oggi sembrano più attuali che mai.
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