Due vermi rimasti congelati per 42.000 anni sono tornati in vita

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Due vermi rimasti congelati per 42.000 anni sono tornati in vita

| 16/04/2021
Due vermi rimasti congelati per 42.000 anni sono tornati in vita
Fonte: Facebook

Un tipo di vermi congelati ha avuto modo di “risvegliarsi” dopo secoli

  • I vermi congelati in questione erano tenuti in un laboratorio a -20° C
  • Due esemplari di nematodi hanno avuto modo di “risvegliarsi” per essere studiati più approfonditamente
  • Secondo alcune ricerche, sono gli animali viventi più antichi del Pianeta
  • Risalirebbero infatti al periodo del Pleistocene
  • La collocazione cronologica è di circa 40.000 anni fa

 

Se vi siete chiesti quale esemplare di animale è il più longevo del Pianeta, oggi avrete la vostra risposta. Due esemplari di nematodi, chiamati anche vermi cilindrici, congelati da anni, hanno finalmente avuto modo di tornare in vita.

Secondo gli esperti, questi animali sono collocabili cronologicamente e storicamente al periodo Pleistocene, il primo dei due periodi geologici dell’era quaternaria o neozoica e contraddistinto dalla comparsa dell’uomo e dal grande sviluppo dei ghiacciai. Le stime scientifiche affermano che gli ultimi esemplari realmente in vita risalirebbero a circa 42.000 anni fa.

Vermi rimasti congelati per 42.000 anni riprendono vita

Secondo quanto riporta The Siberian Times, il ritrovamento di questi due esemplari è avvenuto nella zona del permafrost siberiano. Inizialmente conservati in un laboratorio a -20 °C, sono stati in seguito scongelati per settimane in un ambiente abbastanza confortevole a circa 20 °C. Pochi giorni dopo i nematodi hanno iniziato a muoversi e a mangiare proprio come se si trovassero nel proprio habitat naturale risalente a più di 40.000 anni fa.

Ad ora, questi due vermi che hanno vissuto gran parte della loro esistenza congelati, sono gli animali più longevi ed antichi del Pianeta. Seppur alcuni scienziati risultano scettici circa il ritrovamento, le informazioni derivanti dai futuri studi effettuati su questi due esseri viventi faranno luce circa i meccanismi della crioconservazione e a gettare nuove basi di conoscenza sull’evoluzione di questa particolare specie.

Lo scetticismo di alcuni esperti deriva principalmente dal fatto che questi esemplari, proprio come i più conosciuti e diffusi tardigradi, possono essere trovati ovunque. I nematodi, il cui raggio di collocazione è altrettanto ampio, possono essere infatti trovati anche nell’acqua.

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Il loro essere fortemente comuni può portare alla conclusione che la loro aggiunta ai campioni di analisi sia avvenuta involontariamente. Non resta che attendere ulteriori sviluppi circa gli studi in corso.

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