Bottiglia di vino battuta all’asta per 30mila euro, poi si scopre che l’etichetta è scritta a mano

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Bottiglia di vino battuta all’asta per 30mila euro, poi si scopre che l’etichetta è scritta a mano

| 22/06/2020
Fonte: Reporter Gourmet

Scritta a mano e pure male

  • La pregiata bottiglia stava per essere ceduta al miglior offerente, ma l’etichetta scritta a mano ha fatto sorgere dei sospetti
  • Non è stato l’unico particolare notato da un attento avvocato: anche il tappo e il collo non erano quelli tradizionali e noti
  • Il vino contenuto, Romanée Conti, è stato battuto all’asta poco tempo fa per una cifra incredibile, oltre 500mila dollari

Ci sono dettagli che fanno la differenza, in particolare quando si parla di vino. Ne è una chiara testimonianza l’episodio avvenuto a Hong Kong, quando una bottiglia pregiata è stata battuta all’asta per la bellezza di 30mila euro. Si sta parlando di un’annata molto rara di Romanée Conti che aveva però un’etichetta scritta a mano. In queste situazioni si guarda il capello e una bottiglia del genere non poteva passare inosservata.

Il vino in questione è stato proposto al miglior offerente presso la sede asiatica della casa d’aste Acker Merrall & Condit. Il prezzo è lievitato in poco tempo e questa impennata non ha sorpreso i presenti. La bottiglia pregiata risale al 1924 e non molto tempo fa è stata raggiunta un’incredibile quotazione, vale a dire oltre 500mila dollari. A Hong Kong i sospetti sono stati avanzati da un avvocato americano, tale Don Cornwell.

Collo e capsula non proprio regolari

L’uomo ha notato subito l’etichetta scritta a mano con una semplice penna verde (in pratica un comunissimo foglietto bianco autoadeviso). Inoltre, il legale non è stato convinto dalla capsula di cera non originale, dal collo troppo rugoso e altro ancora. Per tutti questi motivi la Acker Merrall & Condit ha deciso di interrompere l’asta e pubblicare un comunicato per spiegare quanto accaduto.

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Sembra che la bottiglia con la scritta a mano fosse di proprietà di un collezionista famoso e apprezzato. Non è chiaro chi abbia commesso il pasticcio, fatto sta che la casa d’aste era obbligata a comunicare eventuali anomalie, un particolare trascurato con troppa disinvoltura. Fortunatamente nessuno ha acquistato il Romanée Conti a un prezzo esorbitante e in futuro si presterà di sicuro maggiore attenzione.

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