“Viva la Vulva”: campagna fuori dagli schemi cerca di spezzare gli stereotipi sul ciclo nelle pubblicità

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“Viva la Vulva”: campagna fuori dagli schemi cerca di spezzare gli stereotipi sul ciclo nelle pubblicità

| 14/07/2020
“Viva la Vulva”: campagna fuori dagli schemi cerca di spezzare gli stereotipi sul ciclo nelle pubblicità

Viva la Vulva e Womb Stories sono qui per far crollare i tabù sul grembo femminile.

  • Avere una vagina: un disastro in epoca moderna
  • Tutto ciò che è oltre la vulva pare non essere ben visto da pubblicità, società ed affini
  • Il marchio di accessori intimi femminili Bodyform ha deciso di lanciare una campagna molto particolare
  • Viva la Vulva, insieme a Womb Stories, spera di tirar via il velo di tabù che circonda l’apparato riproduttivo femminile
  • Come? Con spot intriganti e racconti di donne vere che hanno attraversato problematiche sfaccettate e hanno deciso di condividerle con il mondo

Una donna felice e spensierata i primi giorni di ciclo, che si adopera nel fare la ruota, saltare staccionate, andare a cavallo e in motocicletta è sicuramente splendida da guardare. Peccato che sia decisamente poco veritiera. Per non parlare degli assorbenti, umettati da qualche gocciolina di liquido blu che promettono una salda tenuta svariate ore. Dove sono i crampi? I flussi abbondanti? L’ansia da “controlla un po’ se sono sporca?”. E dove finiscono tutte le altre importanti informazioni riguardo la vagina e tutto l’apparato dietro di essa? Bodyform, con Viva la Vulva ha deciso di rendere protagonista una parte del corpo ancora troppo velata da tabù.

Con la serie Womb Stories, Bodyform ha deciso di dare il via ad una vera e propria campagna pubblicitaria tutta incentrata su periodi della vita e problematiche che raramente vediamo esposte in televisione (o altrove). Viva la Vulva, in questo scenario, si mostra come l’ultima tessera di un puzzle fatto di ciclo mestruale, aborto spontaneo, infertilita, endometriosi e fecondazione in vitro. E tra una menopausa e la scelta ragionata e volontaria di non avere figli, il marchio di accessori intimi femminili sceglie di mettere in luce quanto la vergogna riesca a far danni fisici e psichici a molte donne.

Viva la Vulva: facciamo cadere i tabù sull’essere donne.

Moltissime donne ancora si vergognano di ciò che hanno tra le gambe, di tutto quel che c’è dietro e di ciò che avere un grembo possa comportare. Da uno studio condotto dal marchio si è evinto come quasi il 70% delle donne intervistate abbia trovato un importante giovamento nell’aprirsi con famigliari ed amici riguardo problematiche legate ad aborti, infertilità, endometriosi e menopausa. Ma il 20% delle stesse donne ha affermato di sentirsi in qualche modo spinta a tacere ed il 44% ritiene che non essersi aperta abbia comportato problematiche emotive ancor più gravi.

Per cercare di rompere i tabù, insieme a Viva la Vulva Bodyform ha deciso di lanciare l’hashtag #wombstories, nella speranza che sempre più donne decidano di mettersi a nudo per aiutare se stesse ed altre come loro. “Con #wombstories abbiamo dato il via ad un movimento”, ha affermato Nicola Coronado, direttore marketing per i consumatori di Regno Unito ed Irlanda. “Vogliamo andare coraggiosamente dove nessun altro marchio è mai stato prima. Dove? All’interno dei corpi e delle emozioni delle donne per rappresentare realisticamente le loro sensazioni e sentimenti che riteniamo non solo invisibili ma ignorati, trascurati o negati”.

Quale modo migliore, dopotutto, se non mettersi nei panni di chi i prodotti intimi femminili li utilizza quotidianamente? Una ventata di franchezza sicuramente non fa male, in un periodo storico dove tutto è sdoganato tranne le cose che contano davvero. “#Wombstories rivela una narrazione dentro e fuori e speriamo di riuscire a mettere questi argomenti sul tavolo affinché tutti possano parlarne”. Se ritenete giusto il lavoro portato avanti da Bodyform e siete pronte ad esporvi, non vi resta che contribuire. Altrimenti siete sempre in tempo per godervi il video qui in alto.

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