Vivere a lungo e invecchiare bene sono due meccanismi separati: lo studio

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Vivere a lungo e invecchiare bene sono due meccanismi separati: lo studio

| 01/08/2021
Fonte: DepositPhotos

Vivere a lungo non equivale necessariamente ad invecchiare bene: lo dice la scienza

  • Gli studiosi della University of Pittsburgh Medical Center hanno condotto un peculiare studio
  • La loro scoperta? Vivere a lungo e invecchiare bene sono regolati da due meccanismi genetici separati
  • La ricerca è stata condotta sui vermi nematodi
  • Lo studio ha dimostrato che nell’età della riproduzione queste creature impiegano tutte le loro risorse per la sopravvivenza della specie
  • Questo getta un’interessante luce sui meccanismi di invecchiamento della nostra specie

 

Chi non si augura che la propria vita sia lunga e in salute? Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, però, ha messo in luce un piccolo problema. Quale? Vivere a lungo ed invecchiare bene non sono correlati tra loro. Infatti, si tratta di due meccanismi genetici separati. Oltre alla longevità, che si riferisce alla semplice durata della vita, occorre prendere in considerazione anche la qualità dei giorni a venire.

Questo fattore è indicato dagli scienziati come healthspan. Per definirlo, si considerano una serie di parametri, come resistenza immunitaria e stile di vita. Per effettuare il loro peculiare studio, i ricercatori hanno studiato l’organismo del verme nematode Caenorhabditis elegans. Questa creaturina, infatti, viene spesso analizzata nel corso di ricerche di biologia.

Farsi i fatti propri non basta

Se farsi i fatti propri serve a campare 100 anni, potrebbe non bastare però a garantirci una buona qualità della vita. Proprio il verme nematode, infatti, ha permesso di scoprire che vivere a lungo e invecchiare bene sono due processi separati. Nel corso dello studio, gli scienziati si sono concentrati su una proteina responsabile della longevità e della resistenza a fattori di stress.

Così, i ricercatori l’hanno soppressa aspettandosi che l’organismo dell’animale sarebbe diventato più vulnerabile. In realtà, però, è accaduto l’esatto opposto. Infatti, il verme è diventato più forte e ha mostrato un migliore processo di invecchiamento. Come si spiega una reazione tanto sorprendente? A quanto pare, una volta superata la fase della giovinezza, il gene della longevità concentra tutte le sue risorse sulla riproduzione, anche a scapito della salute dell’organismo stesso.

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Naturalmente, è ancora presto per capire se questo processo sia lo stesso anche per la nostra specie. Secondo il dottor Arjumand Ghazi, a capo della ricerca: “Sarebbe interessante capire come il corpo distribuisce le risorse. E se un giorno le donne potessero prendere una pillola una volta deciso che non vogliono più avere figli, per migliorare il loro healthspan e ricollocare le risorse usate per la riproduzione verso una migliore resistenza allo stress?” Speriamo di vivere abbastanza a lungo per scoprire come andrà a finire!

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