Questo albero sfida la logica: cresce proprio quando l’acqua finisce

Perché la Vachellia tortilis sembra non aver ricevuto le regole della botanica

 

La savana africana non è certo il posto ideale per fare giardinaggio. Piove poco, gli animali mangiano tutto il mangiabile e il terreno è a volte più duro dei compiti delle vacanze. Eppure, in mezzo a questo caos climatico, c’è un albero che sembra aver deciso di ignorare le istruzioni base della botanica: la Vachellia tortilis, meglio nota come acacia ombrello. Mentre tutte le altre piante, alla prima avvisaglia di siccità, chiudono bottega e aspettano tempi migliori, lei fa l’opposto: accelera.

A raccontarlo è un gruppo di ricercatori dell’Ohio State University, guidati da James Pease, che ha pubblicato uno studio su The Plant Journal. Lo scienziato riassume così la questione: quando una pianta soffre, di solito si ferma. L’acacia ombrello no. Nei primi stadi di siccità, anziché rallentare, aumenta la fotosintesi, produce zuccheri come se non ci fosse un domani e sfrutta ogni briciola di umidità rimasta nel terreno.

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Se si vuole capire il trucco, basta guardare sotto terra. Le giovani acacie ombrello investono tutto nelle radici, che diventano così estese che Pease scherza sul fatto che è come trovare “un albero intero sotto terra”. Ed è questa infrastruttura sotterranea che permette alla pianta di sopravvivere a giraffe affamate, elefanti distruttori professionisti, incendi e ovviamente a mesi senza acqua.

Quando la situazione diventa davvero estrema, la tortilis è anche pragmatica: lascia morire la parte aerea e aspetta tempi migliori grazie alle riserve custodite nelle radici. Non è il massimo dell’estetica, ma funziona.

La genetica del coraggio: non muta, decide

Lo studio ha osservato anche la cugina più prudente, la Vachellia robusta, che invece risponde alla siccità in modo tradizionale, riducendo l’attività metabolica. La differenza non sta in mutazioni del DNA, come si potrebbe pensare, ma nell’espressione genica. In altre parole, entrambe hanno gli stessi strumenti, ma la tortilis sceglie di usarli subito e senza esitazione.

Secondo la prima autrice Ellen Weinheimer, i geni che reagiscono alla siccità non mostrano mutazioni significative. È il come e il quando vengono attivati che fa la differenza. Una strategia semplice, ma decisamente efficace.

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Un comportamento fuori dagli schemi, ma molto utile

Questa acacia, oltre a ombreggiare le savane come un ombrello naturale, offre un modello di adattamento prezioso. I ricercatori ritengono che comprendere i suoi meccanismi possa aiutare a migliorare colture e ripristinare ecosistemi aridi, un tema tutt’altro che secondario vista la crescente desertificazione globale. Insomma, la Vachellia tortilis è l’albero che, quando tutto suggerirebbe di fermarsi, decide invece di crescere. E a quanto pare, le funziona pure.

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