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Le prime fasi di una frequentazione sono spesso un terreno incerto, fatto di entusiasmo e dubbi. Proprio per questo una dating coach ha individuato tre segnali da osservare subito, piccoli indizi che possono rivelare dinamiche più profonde. Non sono necessariamente motivi per chiudere immediatamente, ma pattern comportamentali da monitorare per evitare di perdere tempo.
Secondo l’esperta, il punto non è analizzare ogni dettaglio, ma osservare ciò che si ripete. Una red flag, infatti, non è un episodio isolato ma un comportamento ricorrente. Quando certe dinamiche emergono già all’inizio, possono anticipare il modo in cui evolverà la relazione.
Il primo campanello d’allarme è l’incoerenza emotiva. Non si tratta di rispondere ai messaggi a orari diversi, ma di un atteggiamento altalenante. Un giorno entusiasmo e attenzioni, il giorno dopo distanza e freddezza. Questo comportamento, secondo l’esperta, spesso indica qualcuno che inseguiva l’emozione iniziale più che una relazione stabile.
Anche una psicologa clinica sottolinea che l’incoerenza è tra i segnali più indicativi di una scarsa disponibilità emotiva. Quando una persona è davvero coinvolta, tende a essere presente in modo costante e non lascia l’altro a interrogarsi sulle proprie intenzioni. In caso di tensioni, inoltre, è più propensa ad affrontare il confronto invece di evitare.
La seconda red flag riguarda la deflessione, ovvero la tendenza a spostare l’attenzione e la responsabilità. Un esempio tipico è quando si prova ad aprire una conversazione e l’altra persona risponde accusando di essere troppo sensibili o eccessivi. In questo modo il problema viene ribaltato.
Questo comportamento impedisce un dialogo aperto e diretto. Invece di chiarire dubbi o limiti, si crea una dinamica in cui uno dei due finisce per mettere in discussione le proprie reazioni. L’esperta invita a prestare attenzione soprattutto quando questo schema si ripete.
Il terzo elemento è considerato il più significativo: la mancanza di responsabilità. Quando qualcuno attribuisce sempre la colpa delle relazioni precedenti agli altri, senza mai riconoscere il proprio ruolo, emerge un segnale importante.
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Secondo un terapeuta familiare, le coppie che funzionano affrontano i problemi e provano a migliorare. La capacità di riconoscere i propri errori permette di costruire una relazione più equilibrata. Quando invece ogni storia passata viene descritta come colpa esclusiva degli altri, l’assenza di autocritica può diventare un limite anche nelle nuove frequentazioni.
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