Cibi da non portare in ufficio (sempre se non vuoi rovinare la pausa pranzo dei colleghi)

I cibi da evitare in ufficio secondo l’etichetta aziendale

 

La pausa pranzo dovrebbe essere un momento sacro, di ristoro e tregua mentale. Peccato che spesso si trasformi in un assalto olfattivo e acustico, tutto per colpa di scelte alimentari discutibili. A ricordarcelo è Elizabeth Soos, esperta di galateo aziendale, che mette in guardia sui comportamenti a tavola più fastidiosi… soprattutto in ambienti condivisi.

Tra i nemici pubblici numero uno ci sono i cibi dall’aroma particolarmente invadente: pesce riscaldato nel microonde, uova sode, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles e qualunque piatto a base d’aglio. Una volta liberati i vapori, nessun deodorante ambientale potrà salvarci. E mentre il colpevole mastica in pace, i colleghi annaspano nel tentativo di respirare aria non contaminata.

Rumori molesti e altri crimini da mensa aziendale

Ma non è solo una questione di olfatto. Anche le orecchie meritano rispetto. Patatine che scricchiolano, confezioni che frusciano come tende al vento, sorseggi rumorosi degni di una pubblicità anni ’80… tutto questo può contribuire a far innervosire anche il collega più zen del piano.

Secondo l’esperta, chi proprio non può fare a meno di questi alimenti “rumorosi”, farebbe bene a mangiarli in solitudine. Magari in una sala break isolata, o ancora meglio, all’aperto. Certi piaceri vanno goduti lontano da occhi e nasi indiscreti.

Pranzi aziendali e cene tra colleghi: meglio giocare in difesa

Nei pranzi di lavoro, poi, la prudenza è d’obbligo. Meglio evitare cibi che possano risultare difficili da maneggiare o che possano creare imbarazzo per ragioni culturali o religiose. La sicurezza prima di tutto: meglio una pasta semplice che un piatto esotico con sei salse e dodici spezie.

E se arriva l’invito per un brindisi a fine giornata, l’esperta è chiara: mai bere alcolici a stomaco vuoto. Il rischio non è solo quello di sembrare poco professionali, ma anche di raccontare al proprio capo aneddoti che era meglio tenere per sé.

Buon senso: l’ingrediente che non può mancare

Alla fine, il vero segreto per non sbagliare è sempre lo stesso: un po’ di buon senso. Basta mettersi nei panni degli altri per capire che forse il curry di pesce non è il pranzo ideale se lo si consuma a due metri da un collega con la finestra chiusa e un report da finire.

Leggi anche: I cibi da evitare prima di bere alcolici

Mangiare in ufficio è una routine per molti, ma trasformarlo in un momento piacevole per tutti è una scelta. Con qualche accorgimento e un minimo di consapevolezza, anche il pranzo davanti al computer può smettere di essere un campo minato sociale. E i colleghi, forse, continueranno a salutarti anche dopo le 14.

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