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Nel 2026 la Generazione Z è vista come la generazione più tormentata sul fronte economico: disoccupazione, stipendi bassi e risparmi limitati sembrano essere la norma. Ma, secondo Bank of America Global Research, il futuro potrebbe riservare loro una sorpresa milionaria.
Nel 2024 il reddito complessivo della Gen Z era stimato a 9.000 miliardi di dollari, ma le proiezioni parlano di un balzo fino a 36.000 miliardi entro il 2030 e addirittura 74.000 miliardi entro il 2040. La crescita non sarà solo merito dei salari: il cosiddetto “Grande trasferimento di ricchezza” dai Baby Boomer e dalla Gen X giocherà un ruolo chiave, con circa 84.000 miliardi destinati a passare ai giovani.
Non tutto però è oro quello che luccica. Come sottolinea la professoressa Elodie Gentina dell’Istituto di economia scientifica, un aumento dei redditi non si traduce automaticamente in una migliore qualità della vita. Con costi di casa ed energia in aumento e rischi climatici sempre più tangibili, molti giovani potrebbero trovarsi sotto pressione, anche se più ricchi sulla carta.
Il trasferimento di ricchezza creerà inevitabilmente una spaccatura all’interno della Gen Z. Da un lato ci saranno i giovani che erediteranno patrimonio e libertà di scelta, dall’altro chi non erediterà nulla e continuerà a dipendere unicamente dal proprio stipendio. La differenza sarà netta e potrebbe rafforzare le disuguaglianze sociali già esistenti.
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Bank of America sottolinea che la Gen Z avrà un impatto dirompente su economie, mercati e sistemi sociali, diventando una generazione capace di guidare trasformazioni significative. La ricchezza in arrivo promette opportunità, ma anche sfide concrete per chi non sarà tra i beneficiari del patrimonio familiare. Insomma, il futuro della Gen Z sembra un mix di miliardi e responsabilità: ricchi, sì, ma con un’agenda economica piuttosto fitta da affrontare.
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