Fonte: Pexels
In Pakistan basta un taglio di nastro per trasformare una semplice inaugurazione in un caso nazionale. È quanto accaduto a Sialkot, dove il ministro della Difesa Khawaja Asif ha presenziato all’apertura di un nuovo ristorante apparentemente firmato Pizza Hut, salvo scoprire che di ufficiale non c’era proprio nulla.
Foto e video dell’evento mostrano il ministro sorridente accanto ai proprietari del locale, mentre inaugura quello che sembrava un normale punto vendita della celebre catena americana. Peccato che, poche ore dopo, Pizza Hut abbia chiarito che quel ristorante non faceva parte della famiglia.
A spegnere ogni dubbio ci ha pensato Pizza Hut Pakistan, che ha diffuso una nota netta: il locale di Sialkot non è affiliato né a Pizza Hut Pakistan né a Yum! Brands. Secondo l’azienda, l’outlet non rispetta ricette, standard di qualità, sicurezza alimentare e protocolli operativi internazionali.
Il ristorante, nonostante sfoggiasse il noto tetto rosso e un branding molto simile all’originale, non compariva tra le 16 sedi ufficiali presenti in Pakistan, dettaglio che ha rafforzato i sospetti e reso ancora più imbarazzante la presenza del ministro all’evento.
La rete non si è fatta attendere. In breve tempo, Khawaja Asif è diventato il bersaglio di commenti ironici, battute e meme, con molti utenti increduli per la facilità con cui un alto funzionario statale sia finito a promuovere un’attività non autorizzata.
Alcuni si sono chiesti come sia possibile che nessuno abbia verificato l’autenticità del ristorante prima dell’inaugurazione, mentre altri hanno definito l’episodio una dimostrazione di leggerezza istituzionale. Nel frattempo, Pizza Hut ha confermato di aver presentato un reclamo alle autorità competenti per fermare l’uso improprio del marchio.
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Curiosamente, nella sua comunicazione ufficiale, Pizza Hut non ha mai citato direttamente il ministro. Khawaja Asif, dal canto suo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto. Resta così una storia surreale, fatta di loghi familiari, inaugurazioni solenni e una pizza che, alla fine, non era quella giusta.
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