Il narcisismo è ereditario? Lo studio sui gemelli ribalta tutto

Parenti serpenti (e vanitosi): se il narcisismo viaggia nel DNA e non nel salotto di casa

 

Per decenni abbiamo addossato ogni colpa ai genitori, accusandoli di aver creato dei piccoli imperatori a forza di complimenti gratuiti o di aver forgiato corazze caratteriali con la loro freddezza affettiva. Questo rassicurante copione da psicoterapia spicciola è stato però ribaltato da una vasta ricerca basata sui dati del progetto tedesco TwinLife. Esaminando un campione di ben 6.715 individui – tra cui gemelli omozigoti ed eterozigoti, fratelli, madri e padri – gli studiosi hanno isolato l’impatto dell’ambiente domestico da quello biologico. I risultati mostrano che la tendenza a pretendere ammirazione e prestigio sociale segue una via ben precisa, che ha molto a che fare con la biologia.

Il verdetto della matematica applicata alla psicologia assegna circa il 50% delle differenze individuali alla genetica, lasciando l’educazione condivisa sotto lo stesso tetto quasi nell’irrilevanza statistica. In parole povere, la somiglianza caratteriale tra genitori e figli esiste, ma si trasmette tramite il DNA e non attraverso i comportamenti educativi quotidiani. I modelli matematici evidenziano persino un paradosso: un genitore fortemente egocentrico rischia di creare un habitat talmente opprimente da scoraggiare lo sviluppo dello stesso tratto nei figli. Crolla così la teoria dell’imitazione pedissequa, mentre emerge il fenomeno dell’accoppiamento assortativo, dove persone simili tendono a scegliersi e fare coppia.

Il mondo esterno come palestra ideale per allenare il proprio senso di grandiosità

Se la biologia getta le fondamenta della personalità, l’altro cinquanta per cento della partita si gioca interamente fuori dal salotto di casa, nell’arena delle esperienze ambientali individuali. Le coorti esaminate, focalizzate su soggetti di 15, 21 e 27 anni, dimostrano che il peso della genetica resta stabile nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. A fare la differenza sono gli stimoli esterni: il gruppo dei pari, i successi scolastici, le relazioni sentimentali e i rifiuti. Se una persona con una determinata predisposizione scopre che alzando la voce ottiene privilegi o che il proprio fascino iniziale manipola il prossimo, trasformerà quella tendenza in identità.

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I contesti lavorativi e sentimentali diventano quindi i laboratori perfetti in cui questo tratto, se premiato dal contesto sociale, si solidifica. Nelle aziende che scambiano l’arroganza per leadership e nelle chat d’ufficio, chi occupa lo spazio pubblico ottiene avanzamenti di carriera e attenzioni. Nonostante lo studio presenti il limite dei questionari autocompilati, che possono parzialmente distorcere l’autopercezione dei partecipanti, la conclusione scientifica resta solida. I futuri filoni di ricerca dovranno indagare i legami biologici latenti, come i livelli di testosterone e i sistemi cerebrali di ricompensa, per comprendere a fondo un fenomeno che non è un destino scritto, ma un terreno fertile coltivato dalla vita.

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