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Immaginate di lavorare per mesi a coltivare chili rossi e piccanti, solo per svegliarvi un mattino e trovarvi sconosciuti nei vostri campi, armati di sacchetti e carrelli. Questo è esattamente ciò che è successo agli agricoltori di Liujiangou, in Cina, vittime di un video virale che prometteva peperoncini gratis a chiunque volesse raccoglierli.
Il video, condiviso da un uomo anonimo, sosteneva che un fantomatico agricoltore stesse regalando chili perché non riusciva a venderli a sufficienza. In realtà, non esisteva nessuna mega-fattoria: si trattava di piccoli contadini locali che hanno visto il loro lavoro sparire davanti agli occhi.
Alcuni degli intrusi, informati della verità, hanno restituito il raccolto e se ne sono andati. Altri, invece, hanno deciso che un po’ di peperoncini rubati erano troppo allettanti e se ne sono andati in auto o scooter, lasciando agli agricoltori il compito di fare i conti con le perdite. La frustrazione è stata tanta, ma i contadini non si sono arresi e hanno chiamato la polizia locale.
L’autore della fake news è stato identificato, trattenuto per sette giorni e ha dovuto risarcire parzialmente i contadini con 5.000 yuan, circa 700 dollari. Non proprio il pieno recupero del danno, ma almeno un piccolo sollievo dopo mesi di lavoro svanito in poche ore.
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Questo episodio ricorda un caso simile in Polonia, dove un contadino ha visto le proprie patate sparire a causa di un video virale che prometteva raccolti gratuiti. In entrambi i casi emerge chiaramente un messaggio: sui social tutto può diventare realtà… persino un furto collettivo. La vicenda di Liujiangou diventa così un monito ironico ma reale: un like o una condivisione possono trasformarsi in una invasione di campi, e i peperoncini non sono mai stati così… socialmente pericolosi.
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