Fonte: Pexels
La sera del 31 marzo, le strade di Wuhan si sono trasformate improvvisamente in una scena piuttosto surreale. Decine di taxi autonomi hanno smesso di funzionare quasi nello stesso momento, bloccandosi in mezzo al traffico con le luci lampeggianti accese e i passeggeri ancora a bordo.
Secondo quanto comunicato dal Wuhan Municipal Public Security Bureau’s Traffic Management Bureau, le prime segnalazioni sono arrivate intorno alle 20:57. Nel giro di poco tempo è emerso che oltre 100 robotaxi avevano avuto lo stesso problema simultaneamente. Tutti i veicoli appartenevano ad Apollo Go, il servizio di trasporto autonomo controllato dal gigante tecnologico cinese Baidu.
Per alcuni utenti l’esperienza si è trasformata in un incubo urbano. Una passeggera ha raccontato sui social di essere rimasta chiusa dentro un robotaxi per circa un’ora e mezza. La donna ha spiegato di aver tentato più volte di contattare il servizio clienti senza ricevere aiuti concreti.
A peggiorare la situazione c’era il contesto: alcuni veicoli si erano fermati nel mezzo del traffico intenso e diversi passeggeri avevano paura di uscire autonomamente dall’auto. In altri casi, le portiere risultavano difficili da aprire. La donna ha raccontato di essere rimasta bloccata su un cavalcavia circondata da camion, mentre le richieste di soccorso venivano rinviate o addirittura cancellate.
Sui social cinesi hanno iniziato rapidamente a circolare video dei robotaxi immobili lungo le strade della città. Alcuni mezzi sarebbero stati coinvolti anche in lievi collisioni, ma fortunatamente non sono stati segnalati feriti.
Apollo Go ha parlato genericamente di un possibile guasto di sistema, senza fornire dettagli tecnici approfonditi. Le indagini preliminari punterebbero verso un problema legato al sistema centralizzato di gestione dei veicoli.
I robotaxi di Apollo Go non si basano soltanto sui sistemi presenti a bordo del singolo veicolo. Dietro il funzionamento esiste anche una piattaforma centralizzata che coordina contemporaneamente più auto operative in città. Questo significa che un eventuale malfunzionamento centrale può propagarsi rapidamente a numerosi mezzi nello stesso momento.
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Ed è proprio questo aspetto ad aver acceso nuove discussioni sulla sicurezza delle auto autonome. Per ora l’indagine prosegue e Baidu non ha diffuso ulteriori spiegazioni dettagliate. Ma una cosa è certa: quando oltre cento auto decidono contemporaneamente di fermarsi nel traffico, il concetto di “pilota automatico” smette improvvisamente di sembrare così rilassante.
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