Torre di 63.000 sottobicchieri crolla dopo un mese di lavoro: il video virale della sfida “Beer Mat Jenga”

Sono bastati pochi secondi per venire giù

 

Un mese di lavoro, precisione millimetrica e 63.000 pezzi di cartone impilati con pazienza. Poi, pochi secondi e tutto sparisce. È successo a Colonia, in Germania, dove una gigantesca torre di sottobicchieri di birra è venuta giù davanti al pubblico, diventando in poche ore un caso virale.

La struttura, realizzata all’interno del Rhein-Center, era firmata dall’artista 49enne Benjamin Klapper. L’obiettivo iniziale era ambizioso: conquistare il Guinness World Record con una costruzione interamente composta da sottobicchieri. I lavori erano iniziati il 31 ottobre e si erano conclusi ufficialmente l’8 dicembre.

Dal sogno del record al “Beer Mat Jenga”

Fin dalle ultime fasi di montaggio, però, la torre aveva mostrato segni di cedimento. Il peso stesso della struttura stava compromettendo la stabilità dell’opera. A quel punto, svanita la possibilità del record, Klapper ha scelto di trasformare il momento della fine in uno spettacolo condiviso. È nata così l’idea del “Beer Mat Jenga”, una sfida aperta ai visitatori del centro commerciale. A turno, ogni partecipante poteva estrarre un singolo sottobicchiere dalla torre, proprio come nel celebre gioco da tavolo, mettendo alla prova equilibrio e sangue freddo.

Il crollo non è arrivato dopo una lunga resistenza. Il colpo decisivo è stato inferto dalla figlia di uno degli assistenti dell’artista. Al primo tentativo, la bambina ha rimosso un pezzo posizionato orizzontalmente, provocando il collasso dell’intera struttura. In un attimo, la torre denominata “Inside” si è accartocciata su se stessa sotto gli occhi del pubblico.

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Un’opera che vive anche nel crollo

Il video della caduta ha fatto rapidamente il giro dei social, ma per Klapper il momento non rappresenta un fallimento. L’artista ha spiegato che il senso delle sue creazioni non è soltanto mostrare il risultato finale, ma coinvolgere le persone nel processo creativo. La distruzione, in questo caso, è diventata parte integrante dell’opera. Non solo una torre da ammirare, ma un’esperienza collettiva che ha trasformato la fragilità della carta in uno spettacolo condiviso. E se il record non è arrivato, l’attenzione sì.

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