Dacci ogni la nostra ansia quotidiana: passiamo 138 minuti impantanati in pensieri preoccupanti ogni giorno

Commenti Memorabili CM

Dacci ogni la nostra ansia quotidiana: passiamo 138 minuti impantanati in pensieri preoccupanti ogni giorno

| 20/05/2025
Fonte: Pexels

L’ansia appuntamento fisso in agenda: per 138 minuti ci preoccupiamo

  • Gli americani passano in media 138 minuti al giorno a preoccuparsi
  • Il 10% dei giovani adulti pianifica un momento specifico per “preoccuparsi”
  • I giovani sono più ansiosi rispetto alle generazioni precedenti
  • Le preoccupazioni principali sono soldi, famiglia, salute e clima
  • Dedicare tempo all’ansia può aiutare a gestirla meglio, anche nel sonno

 

Hai fissato l’appuntamento con la tua ansia oggi? Se la risposta è no, potresti non appartenere alla nuova generazione di adulti che affrontano l’ansia con precisione chirurgica. Un’indagine condotta su 2.000 adulti americani ha scoperto che il 10% dei giovani adulti inserisce ogni giorno nella propria routine un “worry time”, un tempo prestabilito per pensare alle proprie ansie. Come dire: se proprio devo preoccuparmi, che almeno sia tra le 17 e le 17:30.

Non si tratta di una moda bizzarra, ma di un vero e proprio approccio strategico alla salute mentale. I dati parlano chiaro: in media, ogni americano trascorre due ore e diciotto minuti al giorno perso tra pensieri ansiosi. Un tempo che potrebbe essere impiegato per dormire, lavorare, o anche solo per capire finalmente come si usa la lavastoviglie.

L’ansia non risparmia nessuno

I giovani sono i più colpiti da questo fenomeno. Il 62% di Gen Z e Millennial si definisce costantemente in ansia, contro il 38% delle generazioni precedenti. Le cause? Le solite note dolenti: problemi economici, scadenze che incombono, salute, e naturalmente, il clima globale che pare uscito da un film catastrofico.

Curiosamente, i momenti peggiori per l’ansia non sono quelli lavorativi. Le persone tendono a essere più angosciate quando sono sole, mentre cercano di addormentarsi o appena svegli. Insomma, l’ansia ha scelto gli orari peggiori per fare visita: proprio quando la mente dovrebbe riposarsi.

Il “worry time” come tecnica anti-stress

La vera novità sta nel fatto che alcuni hanno deciso di affrontare questo problema organizzandolo come fosse una call di lavoro. L’idea è semplice: se l’ansia è inevitabile, meglio darle uno spazio preciso nella giornata, per evitare che si sparga ovunque come un caffè rovesciato. Questo metodo sembra aiutare a contenere il problema, invece di lasciarsi travolgere.

Gli esperti di salute mentale sottolineano che concedere all’ansia un tempo definito può effettivamente ridurne l’impatto sul resto della giornata. E soprattutto sulla qualità del sonno. Perché quando i pensieri si accalcano prima di dormire, l’unico che dorme bene è il vicino del piano di sopra.

Le preoccupazioni più frequenti

Tra le fonti principali di ansia, i soldi vincono a mani basse: il 53% degli intervistati li mette al primo posto. Seguono a ruota le preoccupazioni per la famiglia (42%) e le cose da fare (ancora 42%). La salute (37%) e il sonno (22%) non mancano all’appello, mentre un solido 19% si preoccupa per l’instabilità politica, come se bastasse una notizia per rovinare la cena.

I genitori poi aggiungono un livello extra di preoccupazione: il 77% è terrorizzato dal futuro che attende i figli. Tra questi, oltre un terzo è angosciato dai cambiamenti climatici, con pensieri che vanno ben oltre l’ombrello dimenticato a casa.

Leggi anche: Come combattere l’ansia: i trucchi scientifici per stare meglio

L’ansia programmata è il nuovo zen?

Dedicare uno spazio definito alle preoccupazioni potrebbe sembrare un modo strano per rilassarsi, ma i numeri mostrano che funziona. Ridurre la dispersione dell’ansia durante la giornata può portare a una maggiore lucidità mentale e anche a dormite più dignitose. Forse non elimineremo mai del tutto l’ansia, ma possiamo imparare a gestirla come un’email fastidiosa: aprirla, leggerla, rispondere con calma e poi archiviarla. In fondo, se il futuro è incerto, tanto vale arrivarci con la mente un po’ più libera.

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend