L’intelligenza artificiale che predice le malattie: il futuro (un po’ inquietante) della medicina

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L’intelligenza artificiale che predice le malattie: il futuro (un po’ inquietante) della medicina

| 30/11/2025

Un algoritmo europeo analizza le cartelle cliniche e anticipa le patologie più gravi prima ancora che si manifestino

  • Un gruppo di ricercatori europei ha creato un’IA capace di prevedere le malattie future
  • Il progetto è frutto della collaborazione tra EMBL, Centro Tedesco per il Cancro e Università di Copenaghen
  • L’algoritmo analizza cartelle cliniche come fossero “storie”, anticipando i prossimi eventi di salute
  • Addestrato su 400.000 cittadini britannici, è stato poi testato su quasi due milioni di danesi
  • Il modello funziona ma al momento resta in fase di ricerca, con limiti legati ai dati europei e all’età dei soggetti

 

Il medico del futuro potrebbe non avere stetoscopio ma tastiera. Una nuova intelligenza artificiale europea promette di anticipare il nostro stato di salute, leggendo la cartella clinica come se fosse un romanzo pieno di colpi di scena. Solo che, invece di un finale felice, cerca di capire quali malattie potrebbero comparire nei prossimi capitoli.

Il sistema, descritto sulla rivista Nature, è stato sviluppato da tre istituzioni di peso: il Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL), il Centro Tedesco per il Cancro e l’Università di Copenaghen. L’idea di base è semplice quanto ambiziosa: far sì che l’IA “preveda” il futuro sanitario come un modello linguistico predice la parola successiva in una frase.

Come funziona l’algoritmo

Per imparare a “leggere” la salute, l’algoritmo ha studiato i dati di oltre 400.000 cittadini britannici, analizzando referti, esami e diagnosi come paragrafi di una grande storia clinica collettiva. Una volta addestrato, è stato messo alla prova su quasi due milioni di danesi, dimostrando di saper anticipare malattie gravi come tumori e patologie cardiache con un’accuratezza sorprendente.

È come avere un oroscopo medico, solo molto più scientifico e (forse) meno ottimista. L’IA individua correlazioni invisibili all’occhio umano, tracciando il percorso che potrebbe portare da un valore sballato del colesterolo a un rischio concreto di infarto anni dopo.

I limiti della previsione perfetta

Certo, non è ancora il momento di chiedere all’algoritmo se conviene fare la polizza sanitaria. I ricercatori precisano che il sistema funziona bene solo per i dati su cui è stato addestrato, cioè quelli di persone europee tra i 40 e i 60 anni. Mancano dunque informazioni su altre fasce d’età e gruppi etnici, elementi che ne limitano l’applicazione pratica.

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Ma il potenziale è enorme: una volta superate queste barriere, la medicina potrebbe diventare davvero predittiva. E forse un giorno il check-up annuale inizierà così: “Buongiorno, il suo futuro l’ha già letto l’intelligenza artificiale?”

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