Uno studio della University of Miami svela il legame tra fioriture algali, neurotossine e disorientamento dei cetacei
- Uno studio dell’Università di Miami ha analizzato i cervelli di 20 delfini tursiopi trovati morti in Florida
- Nei loro tessuti sono state trovate le stesse alterazioni cerebrali dell’Alzheimer umano
- Le neurotossine 2,4-DAB e BMAA, prodotte da fioriture di cianobatteri, sembrano coinvolte nel processo
- Le fioriture aumentano con il riscaldamento globale e l’inquinamento agricolo
- I delfini sono sentinelle ambientali che rivelano l’impatto delle tossine anche sulla salute umana
C’erano una volta i delfini: intelligenti, sociali, con un GPS biologico invidiabile. Oggi però, lungo le coste della Florida, questi animali finiscono spesso spiaggiati, confusi o senza vita. Gli scienziati hanno finalmente trovato un indizio inquietante. Uno studio della University of Miami, pubblicato su Nature Communications Biology, ha rilevato nei loro cervelli le stesse anomalie tipiche dell’Alzheimer umano.
Il team, guidato da David A. Davis in collaborazione con i Brain Chemistry Labs del Wyoming, ha analizzato 20 delfini tursiopi trovati morti nella laguna dell’Indian River, un’area tristemente famosa per le fioriture di cianobatteri. Durante i periodi di massima fioritura, nei cervelli dei delfini è stata trovata una quantità di 2,4-diaminobutirrico (2,4-DAB) fino a 2.900 volte superiore rispetto ai periodi senza fioriture.
Le alghe tossiche e il caos nel cervello dei cetacei
Questa sostanza, simile alla BMAA, è una neurotossina capace di creare danni al sistema nervoso. Nei delfini colpiti, i ricercatori hanno trovato placche di β-amiloide, proteine tau aggrovigliate e inclusioni di TDP-43: esattamente ciò che si osserva nei cervelli umani con Alzheimer. E non è finita: sono stati individuati 536 geni alterati, molti dei quali legati a funzioni sinaptiche e infiammazioni neuronali.
Le fioriture algali prosperano in acque calde e ricche di nutrienti provenienti da scarichi agricoli e urbani. In pratica, il cocktail perfetto di cambiamento climatico e inquinamento che colora le acque di verde e avvelena la catena alimentare. E indovinate chi si ritrova in cima alla piramide tossica? Esatto, i delfini.
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Quando il mare diventa uno specchio per l’uomo
“Questi animali sono vere e proprie sentinelle ambientali”, spiega Davis. “Ci mostrano come le tossine marine possano influenzare la salute degli organismi, compresi gli esseri umani”. Il messaggio è chiaro: se i delfini iniziano a dimenticare, forse dovremmo ricordarci di loro. Il riscaldamento globale e l’inquinamento delle acque non stanno solo mettendo a rischio gli ecosistemi, ma potrebbero creare un pericoloso effetto domino anche sulla nostra salute. In fondo, se persino i delfini – simbolo di intelligenza marina – stanno perdendo la bussola, forse il problema non è solo loro.

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- https://www.nature.com/articles/s42003-025-08796-0
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41028277/
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