Pensione: sogno o stress post-lavoro? Quando il reddito detta legge
- Andare in pensione generalmente migliora il benessere mentale, ma con variazioni significative in base a reddito, genere e tipo di lavoro
- Le persone con reddito basso tendono a sperimentare un iniziale periodo di benessere, seguito da un calo dopo circa due anni e mezzo
- Chi ha un reddito medio mostra un miglioramento prima della pensione, che poi si stabilizza negli anni successivi, salvo chi ha svolto lavori fisicamente pesanti
- I pensionati con reddito alto mantengono una salute mentale stabile, con un picco di benessere nell’anno del pensionamento
- Donne, persone non sposate e lavoratori a basso reddito risultano più vulnerabili a cali di salute mentale durante la transizione alla pensione
Andare in pensione suona come un sogno dorato: finalmente più tempo libero, hobby, amici, gatti e passeggiate lunghe. Ma attenzione, non tutti vivono il paradiso della libertà post-lavorativa allo stesso modo. Uno studio su 1.583 pensionati olandesi tra i 66 e i 67 anni ha rivelato che il reddito fa una differenza enorme. Chi guadagna meno di 1.500 euro al mese potrebbe inizialmente godersi la dolce libertà, per poi scivolare in un calo di salute mentale dopo circa due anni e mezzo.
Le donne e i non sposati sembrano pagare il prezzo più alto: per loro, la transizione al mondo dei pensionati non è tutta rose e fiori. Al contrario, chi ha un reddito medio vede un miglioramento significativo già prima del pensionamento, con un benessere che si mantiene stabile negli anni successivi, a meno che il lavoro precedente non fosse fisicamente pesante.
Lavoro pesante e pensionamento tardivo
Il tipo di lavoro conta più di quanto si pensi. Chi ha svolto mansioni faticose continua a mostrare livelli di salute mentale più bassi anche dopo aver appeso la cravatta al chiodo. E poi ci sono i pensionati ad alto reddito: per loro la vita cambia poco prima e dopo il pensionamento, con un picco di benessere proprio nell’anno in cui lasciano l’ufficio. Chi decide di ritardare la pensione vede invece un aumento del benessere più lento.
Lo studio ha analizzato la salute mentale in tre fasi: cinque anni e mezzo prima, durante e cinque anni e mezzo dopo la pensione, prendendo in considerazione anche fattori come età, stato civile e tipo di lavoro. Il messaggio chiaro è che la pensione non è uguale per tutti e che chi ha meno risorse potrebbe aver bisogno di supporto mirato per affrontare i momenti di vulnerabilità.
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Strategia per un pensionamento sereno
Insomma, la pensione può essere un’ottima occasione per godersi la vita, ma senza un reddito adeguato o con lavori pesanti alle spalle, la realtà può riservare qualche imprevisto. La chiave sembra essere pianificare e conoscere i propri limiti, perché il “lunedì libero” eterno può trasformarsi in un lunedì mentale un po’ più complicato di quanto ci si aspetti.

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- https://www.focus.it/scienza/salute/andare-in-pensione-migliora-la-salute-mentale
- https://www.ed.ac.uk/news/health-benefits-of-retirement-not-evenly-shared
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S027795362500379X
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