La vanvera, l’accessorio delle aristocratiche che permetteva di emettere “gas” in modo discreto durante gli eventi sociali

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La vanvera, l’accessorio delle aristocratiche che permetteva di emettere “gas” in modo discreto durante gli eventi sociali

| 14/01/2026
Fonte: Pexels

L’accessorio anti-imbarazzo del XVII secolo che la nobiltà non ammetterebbe mai

  • La vanvera era un curioso accessorio usato soprattutto dalle aristocratiche del XVII secolo per mascherare rumori e odori imbarazzanti
  • Aveva diverse forme: dal sacchetto in cuoio collegato al corpo a tubi complessi che portavano i gas direttamente fuori dalle finestre
  • Alcune versioni erano più semplici, come piccoli tubi nascosti sotto le gonne delle nobildonne di Venezia
  • Esisteva anche un modello metallico con erbe aromatiche, pensato per profumare l’aria, ma poco utile nel silenziare i rumori
  • La vanvera è oggi un bizzarro reperto storico che dimostra l’ingegno – talvolta eccentrico – delle società del passato

 

Tra gli oggetti più improbabili della storia, la vanvera occupa un posto di tutto rispetto. Nonostante il nome sembri già una battuta pronta all’uso, si trattava di un accessorio reale, utilizzato soprattutto dalle donne dell’aristocrazia del XVII secolo per affrontare un problema che accomuna tutti: la gestione delle flatulenze durante eventi sociali dove l’etichetta era più soffocante degli abiti stessi.

La sua origine è avvolta in un’alone di incertezza: c’è chi la fa risalire all’antico Egitto, chi ai Romani, ma nessuna fonte ne conferma veramente l’antichità. Le uniche certezze arrivano dal suo uso nelle corti europee, dove era facilmente occultabile sotto gli abiti voluminosi che la moda del tempo imponeva.

Anatomia di un’invenzione imbarazzante

Il modello esposto al Sex Machines Museum di Praga offre un esempio eloquente: un sacchetto in cuoio collegato con discrezione al corpo, capace di attutire rumori e trattenere gli odori finché la proprietaria non trovava un momento più opportuno per “svuotare” il contenuto. Un’idea tanto semplice quanto, per l’epoca, rivoluzionaria.

A Venezia, racconta Venezia Today, circolavano più versioni della vanvera. Una era un piccolo tubo nascosto sotto le gonne, discreto ma efficace. L’altra, decisamente più ingegnosa, era un sistema di tubature che convogliava i gas direttamente fuori dalla finestra, collegando il letto del nobile a un’uscita esterna: una sorta di primissimo impianto di ventilazione privata ante litteram.

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Aromi, fallimenti e creatività umana

C’era poi la variante descritta da Liekki Pieru: una scatoletta metallica da applicare alla biancheria intima e riempita di erbe aromatiche come lavanda, rosmarino e salvia. L’idea era rendere il tutto “profumato come una brezza sui campi di Provenza”. Peccato che non silenziasse affatto il suono, rendendola poco apprezzata nelle situazioni più formali. La vanvera, al di là dell’ironia che oggi suscita, è uno dei tanti esempi della creatività con cui l’essere umano ha cercato di risolvere i propri piccoli-grandi imbarazzi quotidiani. E forse anche il simbolo di come, nel passato, l’apparenza contasse così tanto da richiedere soluzioni… alternative.

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