A cosa servono le righe sul lunotto posteriore dell’auto? No, non sono decorative

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A cosa servono le righe sul lunotto posteriore dell’auto? No, non sono decorative

| 19/01/2026
Fonte: Pexels

Perché quelle linee misteriose scaldano più di un termosifone in miniatura (e salvano la visuale)

  • Le righe sul lunotto posteriore sono fili elettrici riscaldanti utili a eliminare condensa, gelo e umidità
  • I fili conduttivi in metallo e resina producono calore quando passa la corrente, liberando rapidamente la visuale
  • Gli standard SAE indicano distanze e spessori precisi tra le linee per garantire sicurezza ed efficienza
  • Il sistema è utile non solo d’inverno, ma anche con sbalzi di temperatura e alti livelli di umidità
  • Sul parabrezza non si usa lo stesso metodo per non ostacolare la visione: lì intervengono i bocchettoni dell’aria calda

 

Chiunque abbia osservato il lunotto posteriore dell’auto in un giorno di sole si sarà chiesto almeno una volta se quelle righe orizzontali fossero un vezzo estetico nato negli anni Ottanta. In realtà sono molto meno glamour e molto più utili di quanto sembri: rappresentano un impianto di riscaldamento in miniatura, progettato per riportare il mondo alla vista del guidatore quando l’umidità decide di trasformare il vetro in una parete opaca.

A occhio nudo sembrano semplici strisce color rame, ma sono fili sottilissimi fatti di metallo e resina. Non appena si preme l’iconico pulsante con le freccette che salgono, la corrente elettrica percorre questi filamenti e li trasforma in una specie di radiatore tascabile. Come ha spiegato Tyler Rhodes dell’Universal Technical Institute, è “una mini stufa incorporata nel vetro”. E in effetti funziona esattamente così: pochi minuti e il lunotto torna trasparente.

Come funzionano e perché sono regolamentati

La disposizione delle linee non è casuale. La Society of Automotive Engineers stabilisce che non devono essere più vicine di 25,4 mm e che non devono superare un millimetro di spessore. Specifiche tecniche che impediscono ai produttori di inventare effetti artistici stravaganti e, allo stesso tempo, assicurano che il sistema sia efficace nel distribuire calore in modo uniforme.

Il vero vantaggio si apprezza nei mesi freddi, quando la macchina decide di coprirsi con uno strato di ghiaccio degno di un freezer. Ma non è un’esclusiva dell’inverno: basta un cambio brusco di temperatura, magari dopo essere arrivati da una zona umida, e la condensa torna protagonista. In questi casi il processo è un po’ più lento, ma resta il metodo più affidabile per evitare manovre alla cieca.

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Perché non ci sono linee sul parabrezza

Viene spontaneo chiedersi perché il parabrezza non abbia lo stesso sistema. La risposta è semplice: avere davanti agli occhi una griglia di filamenti non sarebbe esattamente il massimo per la visibilità. Per evitare questo effetto “campo da gioco”, le auto sfruttano i bocchettoni d’aria calda posizionati sul cruscotto. Il flusso diretto verso il vetro scioglie la condensa con rapidità senza introdurre elementi che disturbano la visuale. Insomma, quelle righe che spesso ignoriamo sono un piccolo ma fondamentale alleato della sicurezza. E la prossima volta che si appannano i vetri, si può ringraziare questa discreta stufetta incorporata che lavora in silenzio sul retro dell’auto.

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