Vivere vicino al verde potrebbe migliorare la tua salute mentale

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Vivere vicino al verde potrebbe migliorare la tua salute mentale

| 25/01/2026
Fonte: Pexels

Tra alberi e prati, il verde diventa il miglior antidepressivo urbano

  • Uno studio internazionale su oltre 11 milioni di ricoveri conferma che vivere vicino al verde riduce il rischio di disturbi mentali
  • La ricerca ha analizzato dati tra il 2000 e il 2019 in sette Paesi, correlando l’indice di vegetazione NDVI con i ricoveri psichiatrici
  • Aumentare del 0,1 unità il verde in un’area si associa a una riduzione del 7% del rischio complessivo di ricovero
  • L’effetto protettivo è più marcato per disturbi da uso di sostanze, disturbi psicotici e demenza, soprattutto in contesti urbani
  • Gli autori sottolineano l’importanza del greening urbano come intervento di salute pubblica, con benefici sociali ed economici

 

Se pensavate che le piante servissero solo a fare ombra o abbellire il balcone, uno studio internazionale vi farà ricredere: il verde potrebbe essere il miglior antidepressivo a disposizione dell’umanità. I ricercatori della Monash University hanno analizzato dati provenienti da oltre 11 milioni di ricoveri psichiatrici tra il 2000 e il 2019 in sette Paesi, dimostrando che vivere immersi nella natura riduce il rischio di disturbi mentali. Sì, avete capito bene: più alberi, meno ansia.

Il metodo era tutto sommato semplice, ma scientificamente elegante. Gli studiosi hanno utilizzato l’indice NDVI, un parametro satellitare che misura quanta vegetazione c’è in un’area, e lo hanno confrontato con i ricoveri per disturbi psicotici, da uso di sostanze, dell’umore, comportamentali, d’ansia e da demenza. E il risultato? Un piccolo aumento di verde porta a un decremento del 7% del rischio complessivo di ricovero. Non male per qualche albero in più, vero?

Il verde come protezione urbana

L’effetto benefico è stato particolarmente evidente per disturbi da uso di sostanze (-9%), disturbi psicotici (-7%) e demenza (-6%). Le differenze tra Paesi ci sono, con Brasile, Cile e Tailandia più uniformi nell’impatto positivo del verde, mentre in Australia e Canada qualche discrepanza emerge, probabilmente per il tipo e la distribuzione degli spazi verdi. Nei contesti urbani, però, l’associazione è diventata più chiara: bastano pochi parchi in più per fare una differenza significativa.

I ricercatori stimano che circa 7.700 ricoveri urbani all’anno potrebbero essere influenzati dalla quantità di verde disponibile. E se ogni città aumentasse le aree verdi del 10%, il risparmio in ricoveri sarebbe impressionante: da uno ogni 100 mila abitanti in Corea del Sud fino a mille ogni 100 mila in Nuova Zelanda. Insomma, le piante diventano veri e propri psicologi naturali, senza bisogno di caffè o divani da terapeuta.

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Investire nel verde come salute pubblica

L’invito degli autori è chiaro: il greening urbano non è solo una questione estetica, ma una vera e propria strategia di salute pubblica. Più parchi, alberi e giardini significano meno pressione sul sistema sanitario, minori costi e una qualità della vita migliore per le comunità. Certo, lo studio è osservazionale e non dimostra un nesso causale diretto, ma un messaggio emerge forte: se volete una mente sana, circondatevi di verde, e magari iniziate a parlare con gli alberi, perché non si sa mai, potrebbero ascoltarvi meglio di molti vicini.

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