I robot umanoidi estremamente realistici all’Iranian Tech Expo si rivelano essere umani travestiti [+VIDEO]

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I robot umanoidi estremamente realistici all’Iranian Tech Expo si rivelano essere umani travestiti [+VIDEO]

| 27/01/2026
Fonte: X

Esposizione futuristica diventa virale a causa di due robot troppo umani per essere veri

  • Alla Kish Inox Tech Expo iraniana sono stati presentati due presunti robot umanoidi che in realtà erano esseri umani in costume
  • I video ad alta definizione diffusi sui social hanno evidenziato dettagli inequivocabili come respiro, battiti di ciglia e cicatrici da acne
  • La finta robot chiamata Miss Data ha spiegato di vivere in “blockchain space” e di essere parte di “una raccolta di dati in un codice condiviso”
  • Un funzionario iraniano ha chiarito che l’idea apparteneva a una società privata e non alle autorità o agli organizzatori dell’esposizione
  • L’episodio ha rilanciato meme e ironie online sui robot fake, soprattutto se confrontati con esempi più credibili visti in altri Paesi

 

Alla Kish Inox Tech Expo, appuntamento che avrebbe dovuto mostrare l’avanguardia tecnologica iraniana, due figure hanno attirato più smartphone che applausi. Presentati come robot umanoidi avanzati, sono diventati nel giro di poche ore protagonisti della rete. Motivo semplice: erano persone in costume, molto riconoscibili, nonostante gli strati di abbigliamento decorati con cerchietti e numeri in stile binario. Non proprio la definizione di tecnologia all’avanguardia.

I video ad alta definizione diffusi sui social hanno fatto il resto. I visitatori, convinti di trovarsi davanti a sofisticati androidi, si sono presto trovati a osservare dettagli difficili da spiegare: respirazione visibile, battiti di ciglia, addirittura cicatrici da acne. Insomma, se era una dimostrazione di realismo biomimetico, è stata più efficace della premessa iniziale.

Miss Data e il collega dal cuore… umano

Tra le clip diventate virali, una è spiccata in particolare. La protagonista era la finta robot che si presentava come Miss Data. Con un tono impostato e movimenti volutamente meccanici, ha dichiarato di vivere in “blockchain space” e di essere parte, insieme al suo collega maschile, di “una raccolta di dati che lavora in un codice condiviso”. Una risposta che avrebbe potuto funzionare se non fosse stata accompagnata da un perfetto battito di ciglia a tempo regolare.

La sorprendente performance ha rapidamente generato paragoni con altre messinscene tecnologiche del passato. Non nuove, certo, ma raramente così evidenti. Anche perché alcuni robot fake usati in Cina negli ultimi anni erano riusciti quantomeno a creare l’illusione per qualche minuto. Qui invece la magia si è dissolta più rapidamente di un QR code sbiadito.

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La risposta ufficiale e la distanza dalle istituzioni

A mettere ordine nella confusione è arrivato il commento di Hossein Afshin, alto funzionario iraniano del settore Scienza, Tecnologia ed Economia della conoscenza. Interrogato sull’episodio, ha chiarito che l’idea non proveniva né dalle autorità né dagli organizzatori della fiera. Al contrario, ha sottolineato che si trattava di un’iniziativa di una società privata. Un modo per dire che, almeno stavolta, la colpa non è del sistema ma della creatività di chi voleva farsi notare, finendo però per ottenere un effetto opposto a quello desiderato.

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