Più studio, meno appuntamenti? Quando l’intelligenza complica la vita sentimentale
- Uno studio su oltre 17.000 persone mostra che chi ha un alto livello di istruzione tende a restare single più a lungo
- L’intelligenza e la capacità di analisi portano a valutazioni più attente e a meno scelte impulsive nelle relazioni
- Secondo The Economist, il numero di single tra i 25 e i 34 anni è raddoppiato negli ultimi cinquant’anni
- Essere single è oggi una condizione stabile per quasi metà degli uomini e il 40% delle donne in quella fascia d’età
- La ricerca segnala che restare single fino ai 30 anni può coincidere con un lieve calo del benessere personale
Ti è mai capitato di osservare amici e conoscenti entrare ed uscire da relazioni con apparente facilità, mentre tu resti fermo a riflettere? Per alcuni, l’inizio di una storia non è questione di slancio emotivo, ma di analisi, valutazioni e domande che raramente trovano risposte immediate. Secondo la ricerca scientifica, questa differenza di approccio non è solo una sensazione personale, ma un fenomeno misurabile, legato a istruzione e caratteristiche psicologiche.
Uno studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology ha seguito oltre 17.000 individui tra Regno Unito e Germania, analizzando il rapporto tra livello di istruzione, benessere e vita sentimentale. I risultati indicano che chi possiede un titolo di studio più elevato e una maggiore capacità di riflessione tende a restare single più a lungo.
Il boom dei single tra i 25 e i 34 anni
Michael Krämer, coautore dello studio e ricercatore dell’Università di Zurigo, spiega che fattori sociodemografici, come l’istruzione, insieme a elementi psicologici, come il benessere percepito, aiutano a prevedere chi inizierà una relazione e chi no. Il punto centrale è semplice: chi analizza di più tende a evitare decisioni impulsive.
Il contesto sociale rafforza questi dati. Secondo The Economist, negli ultimi cinquant’anni il numero di single tra i 25 e i 34 anni è raddoppiato. Oggi, quasi la metà degli uomini e circa il 40% delle donne in questa fascia d’età non vive una relazione stabile. Essere single non è più una fase di passaggio breve, ma una condizione sempre più diffusa e duratura.
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Quando la riflessione pesa sul benessere
La ricerca segnala però un aspetto meno rassicurante. Restare single fino ai 30 anni può essere associato a un calo della soddisfazione personale, con effetti che diventano più evidenti verso la fine dei vent’anni. Gli autori parlano di deficit di benessere e di possibili, seppur contenuti, rischi per la salute mentale legati alla solitudine prolungata. Una discreta ironia emerge dai dati: le stesse capacità di analisi che favoriscono il successo accademico o professionale possono trasformarsi in un ostacolo quando si tratta di appuntamenti e relazioni. Non per mancanza di interesse, ma per eccesso di consapevolezza.

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- https://www.today.it/benessere/psicologia/perche-sei-ancora-single.html
- https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fpspp0000595
- https://www.researchgate.net/publication/394367279_Life_satisfaction_loneliness_and_depressivity_in_consistently_single_young_adults
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