La chiamano che hanno ritrovato il suo Ciao a Crotone: glielo avevano rubato a Monza nel 1993

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La chiamano che hanno ritrovato il suo Ciao a Crotone: glielo avevano rubato a Monza nel 1993

| 30/04/2026
Fonte: Wikipedia

Ritrovato dopo 33 anni: il Ciao riappare a mille chilometri di distanza

  • Nel 1993 a Usmate Velate viene rubato il ciclomotore Ciao di Pinuccia Carzaniga sotto casa a Monza
  • Dopo oltre 30 anni i carabinieri di Crotone ritrovano il mezzo durante un’operazione del 2024
  • Il motorino viene identificato grazie al numero di telaio e collegato alla denuncia dell’epoca
  • La proprietaria avrebbe potuto riaverlo pagando deposito e viaggio fino in Calabria
  • La donna decide di rinunciare e conservare il ricordo del Ciao com’era negli anni Novanta

 

A volte il passato torna davvero, anche sotto forma di motorino. Nel 1993 a Pinuccia Carzaniga, operaia di Usmate Velate in provincia di Monza, viene rubato il suo Piaggio Ciao parcheggiato sotto casa. Una distrazione, il lucchetto non messo e il ciclomotore sparisce nel nulla. Denuncia, ricerche nei dintorni e poi il silenzio. Per oltre trent’anni quel mezzo resta solo un ricordo legato alla giovinezza e ai tragitti quotidiani verso il lavoro.

Poi arriva una telefonata inattesa. Dall’altra parte i carabinieri di Crotone. Il messaggio è semplice quanto sorprendente: il motorino rubato è stato ritrovato. Non a pochi isolati di distanza, ma a circa mille chilometri più a sud, in Calabria. Il Ciao compare durante una maxi operazione del 2024, all’interno di un deposito con altra merce sequestrata. È ancora intero, anche se riverniciato di nero, e viene identificato grazie al numero di telaio collegato alla denuncia del 1993.

Dal ricordo alla realtà, ma il viaggio non vale la nostalgia

Dopo i controlli, i militari riescono a risalire alla proprietaria e la contattano. Teoricamente il mezzo potrebbe tornare a casa. Ma c’è un dettaglio pratico: per riaverlo, la donna dovrebbe pagare il deposito e affrontare un viaggio fino in Calabria. A quel punto la sorpresa lascia spazio a una valutazione molto concreta. Recuperare un motorino di oltre trent’anni significherebbe organizzare una trasferta lunga e poco conveniente.

Così Pinuccia decide di rinunciare. Il Ciao resta dov’è, mentre il ricordo rimane legato a un’altra epoca. Il ciclomotore, negli anni Novanta, era il compagno fedele per andare al lavoro nella vetreria vicino casa, quando i tragitti quotidiani avevano un ritmo diverso e la libertà passava anche da due ruote leggere e rumorose. L’idea di tornare a prenderlo attraversando l’Italia resta solo un pensiero ironico, più romantico che realistico.

Un ritrovamento dopo 33 anni che sembra uscito da un’altra epoca

La vicenda colpisce proprio per il tempo trascorso. Trentatré anni sono abbastanza per trasformare un oggetto in memoria. Il motorino, sparito nel 1993, riemerge nel 2024 come una capsula del tempo, simbolo di un periodo in cui bastava poco per muoversi e sentirsi indipendenti. Il ritrovamento dimostra anche l’importanza del numero di telaio e delle vecchie denunce, che permettono di ricostruire storie rimaste sospese per decenni.

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Alla fine, però, il lieto fine prende una forma diversa. Non c’è ritorno in sella, né viaggio verso nord. C’è solo una telefonata inattesa e la consapevolezza che certi oggetti, anche quando ricompaiono, appartengono ormai al passato. Il Ciao resta in Calabria, mentre la sua storia continua a vivere come un ricordo che, dopo 33 anni, ha deciso di farsi sentire ancora una volta.

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