Fare doppi turni fa arrivare lo stress alle stelle: lo studio

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Fare doppi turni fa arrivare lo stress alle stelle: lo studio

| 01/06/2026
Fonte: Pexels

Con i doppi turni negli infermieri il cortisolo raddoppia

  • Uno studio pubblicato ha rilevato livelli di cortisolo molto più alti negli infermieri che lavorano doppi turni
  • A mezzanotte, orario in cui l’ormone dello stress dovrebbe diminuire, i valori risultano quasi raddoppiati
  • I ricercatori avvertono che lo stress cronico può compromettere salute, sonno e lucidità mentale
  • Secondo gli esperti, turni troppo lunghi possono influire anche sulla sicurezza dei pazienti
  • Lo studio rilancia il tema della carenza di personale e della necessità di una migliore organizzazione sanitaria

 

Chi lavora in ospedale sa bene cosa significhi fare notte, saltare pause e infilare ore su ore senza riuscire davvero a recuperare. Adesso però c’è uno studio scientifico che misura tutto questo in numeri molto concreti. Una ricerca pubblicata sulla rivista Nursing Open ha analizzato gli effetti dei doppi turni sugli infermieri, scoprendo un dato che preoccupa più delle sirene del pronto soccorso: il livello di cortisolo, il principale ormone dello stress, aumenta in modo significativo nei professionisti costretti a lavorare per tempi prolungati.

Lo studio, condotto in Turchia su 52 infermieri turnisti, ha osservato soprattutto cosa accade durante la notte. Ed è proprio qui che emerge il dettaglio più inquietante: a mezzanotte – quando il cortisolo dovrebbe fisiologicamente abbassarsi per preparare il corpo al riposo – nei lavoratori impegnati in doppi turni i valori risultano quasi raddoppiati. Tradotto in termini semplici: l’organismo continua a restare in modalità allarme anche quando dovrebbe rallentare.

Stress cronico e lucidità ridotta in corsia

Secondo la professoressa Fadime Ulupınar dell’Erzurum Technical University, autrice principale della ricerca, i turni troppo lunghi alterano il normale ritmo circadiano del corpo. Questo significa che il sistema endocrino viene sottoposto a una pressione continua, con effetti che possono coinvolgere sonno, concentrazione e benessere psicologico.

Gli infermieri che accumulano ore extra senza pause adeguate rischiano infatti burnout, disturbi del riposo e un abbassamento delle difese immunitarie. Ma il problema non riguarda soltanto chi indossa il camice. Uno stato di affaticamento costante può incidere anche sulla qualità dell’assistenza e sulla rapidità decisionale nei reparti più delicati.

La sanità continua a fare i conti con la carenza di personale

Lo studio riporta al centro una questione che negli ospedali si conosce da anni: la difficoltà di gestire organici insufficienti senza ricorrere a turni sempre più pesanti. Dopo la pandemia da Covid-19 il tema sembrava diventato prioritario, ma nella pratica molte strutture continuano a dipendere da ritmi di lavoro estremi.

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Gli esperti suggeriscono una pianificazione più equilibrata, con pause più lunghe e una distribuzione meno aggressiva dei turni notturni. Perché se il cortisolo resta alto anche a mezzanotte, significa che il corpo non riesce più nemmeno a capire quando è ora di riposare. E in corsia, dove lucidità e attenzione fanno la differenza, non è esattamente un dettaglio da sottovalutare.

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