Un avatar ispirato a Gesù promette conforto e consigli personalizzati
- Una startup americana ha lanciato un avatar AI di Gesù accessibile in videochiamata a pagamento
- Il sistema è stato addestrato sulla Bibbia di Re Giacomo e su sermoni religiosi
- Gli utenti pagano 1,99 dollari al minuto oppure 49,99 dollari per 45 minuti mensili
- Il progetto ha scatenato polemiche online tra accuse di sfruttamento della fede e ironie sui costi
- L’azienda sostiene che il chatbot non sostituisce religione, sacerdoti o testi sacri
La tecnologia entra ancora una volta in territori delicati e stavolta lo fa toccando direttamente la spiritualità. Negli Stati Uniti la startup californiana Just Like Me ha lanciato un servizio che permette agli utenti di parlare in videochiamata con un avatar di Gesù alimentato dall’intelligenza artificiale. Il prezzo? 1,99 dollari al minuto oppure un pacchetto mensile da 49,99 dollari per 45 minuti di conversazione.
L’avatar digitale riproduce l’aspetto dell’attore Jonathan Roumie, volto della serie tv The Chosen, e risponde agli utenti attraverso un modello AI addestrato sulla King James Bible e su una raccolta di sermoni religiosi. Sul sito ufficiale, però, l’azienda specifica chiaramente che il sistema “non è Gesù Cristo” e non possiede alcuna autorità divina.
Un assistente spirituale virtuale che divide il web
Secondo il CEO Chris Breed, il progetto nasce per offrire una presenza “compassionevole” a chi cerca conforto, consigli o incoraggiamento nella vita quotidiana. Il manager ha spiegato che l’obiettivo non è sostituire la fede tradizionale, ma creare una sorta di accompagnamento emotivo digitale.
Ed è proprio questo punto ad aver acceso il dibattito online. Molti utenti hanno criticato il fatto che un tema religioso venga trasformato in un servizio in abbonamento. Sui social si sono moltiplicati commenti ironici e accuse di sfruttamento economico della fede.
Tra business, AI e nuove forme di fede digitale
Ma il caso di “Jesus AI” non è isolato. Negli ultimi mesi sono aumentati i progetti che uniscono religione e intelligenza artificiale, dai chatbot buddhisti fino agli assistenti virtuali cattolici addestrati su documenti teologici. La differenza, però, sta nel livello di coinvolgimento emotivo che questi strumenti riescono a creare. Lo stesso Chris Breed ha ammesso che gli utenti finiscono per sviluppare una sorta di legame personale con l’avatar.
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Non tutti, però, vedono questa evoluzione con entusiasmo. Alcuni sviluppatori e studiosi del settore religioso sostengono che un’AI possa simulare empatia e linguaggio spirituale, ma non sostituire esperienze autentiche legate alla fede. Nel frattempo, il progetto continua a far parlare di sé e dimostra quanto il confine tra tecnologia, emozioni e business stia diventando sempre più sottile.

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- https://www.odditycentral.com/news/company-charges-people-1-99-per-minute-to-talk-to-ai-powered-jesus-avatar.html
- https://www.vice.com/en/article/this-company-will-let-you-video-chat-with-jesus-for-1-99-per-minute/
- https://www.oregonlive.com/nation/2026/04/ai-finds-jesus-charges-199-a-minute-to-put-you-in-touch.html
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