Scoperta una proteina in grado di ringiovanire le cellule cerebrali invecchiate

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Scoperta una proteina in grado di ringiovanire le cellule cerebrali invecchiate

| 20/06/2026
Fonte: Pexels

Una nuova possibile strada contro il declino della memoria

  • Una proteina chiamata DMTF1 può riattivare cellule cerebrali invecchiate
  • La scoperta arriva da uno studio della National University of Singapore
  • Il cervello anziano perde capacità di generare nuovi neuroni
  • DMTF1 agisce su geni che regolano crescita e rigenerazione cellulare
  • La ricerca è ancora preliminare ma apre prospettive contro il declino cognitivo

 

Una ricerca della National University of Singapore ha individuato una proteina chiamata DMTF1, capace di riattivare cellule cerebrali invecchiate. Lo studio, pubblicato su Science Advances, punta sulle cellule staminali neurali, fondamentali per la produzione di nuovi neuroni e per il mantenimento di memoria e apprendimento.

Con l’età, queste cellule perdono efficienza e il cervello riduce progressivamente la sua capacità di rigenerarsi. Il risultato è un declino cognitivo fisiologico, legato anche alla minore attività dei circuiti neuronali. L’idea alla base dello studio è verificare se questo processo possa essere almeno in parte invertito.

Come funziona DMTF1 nelle cellule del cervello

DMTF1 è un fattore di trascrizione, cioè una proteina che regola l’attivazione dei geni. Nei modelli studiati dai ricercatori, i livelli di questa proteina risultano più bassi nelle cellule staminali neurali invecchiate rispetto a quelle giovani.

Lo studio ha mostrato che ripristinando DMTF1, le cellule tornano a comportarsi come se fossero più giovani. Il meccanismo coinvolge anche i telomeri, le strutture protettive del DNA che si accorciano con il tempo e sono legate all’invecchiamento cellulare e alla perdita di capacità rigenerativa.

I geni coinvolti e il “riavvio” delle cellule

DMTF1 non agisce da sola ma regola anche due geni, Arid2 e Ss18, che rendono il DNA più accessibile e quindi più attivo. Questo passaggio è fondamentale perché permette alle cellule di riattivare programmi di crescita e rigenerazione.

Nei test di laboratorio, quando questi meccanismi vengono ripristinati, le cellule staminali neurali mostrano una nuova capacità di rinnovarsi. In pratica, i ricercatori osservano un comportamento simile a un “riavvio biologico” delle cellule cerebrali invecchiate.

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Prospettive future e limiti della ricerca

Al momento gli esperimenti sono stati condotti soprattutto in laboratorio, quindi su modelli cellulari e non sull’uomo. Il prossimo passo sarà verificare se aumentare DMTF1 possa migliorare memoria e apprendimento senza effetti collaterali, come possibili rischi tumorali. L’obiettivo finale è sviluppare molecole capaci di stimolare in modo sicuro questa proteina. La ricerca suggerisce che l’invecchiamento cerebrale non sia necessariamente un processo immutabile, aprendo la strada a possibili strategie future contro il declino cognitivo.

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