Lo studio che collega osservazione degli uccelli, neuroplasticità e funzioni cognitive
- Uno studio ha osservato differenze cerebrali tra birdwatcher esperti e principianti
- I birdwatcher mostrano maggiore densità in aree legate ad attenzione e memoria
- Le scansioni cerebrali indicano possibili effetti della neuroplasticità
- Non è certo se il birdwatching causi questi cambiamenti o ne sia una conseguenza
- L’attività combina natura, movimento e osservazione, elementi utili al cervello
Un gruppo di ricercatori ha analizzato come il birdwatching possa essere collegato a cambiamenti nel cervello umano. Lo studio, pubblicato su JNeurosci, ha confrontato 58 persone tra principianti ed esperti osservatori di uccelli, evidenziando differenze nelle aree cerebrali legate ad attenzione, memoria e riconoscimento degli oggetti.
Le scansioni cerebrali hanno mostrato una maggiore densità in alcune regioni del cervello nei birdwatcher esperti. Nei test pratici, questi ultimi si sono dimostrati più abili nell’identificare sia specie conosciute che nuove, suggerendo una possibile correlazione tra esperienza e prestazioni cognitive.
Come l’allenamento mentale modifica le connessioni neurali
Gli scienziati collegano questi risultati al concetto di neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di riorganizzarsi in risposta all’esperienza. Questa caratteristica è comune in attività complesse come la musica o lo sport, dove l’allenamento continuo modifica le connessioni neurali.
Il birdwatching combina diverse abilità cognitive: osservazione rapida, memoria visiva, riconoscimento di schemi e attenzione all’ambiente. Secondo i ricercatori, questa combinazione potrebbe contribuire a stimolare aree cerebrali specifiche, rafforzandone la struttura nel tempo.
Quando il cervello e le passioni si influenzano a vicenda
Nonostante i risultati, gli autori dello studio sottolineano che non è possibile stabilire con certezza un rapporto di causa ed effetto. Potrebbe essere che il birdwatching migliori alcune funzioni cognitive, ma anche che persone con certe caratteristiche cerebrali siano più inclini a questa attività.
A complicare il quadro ci sono anche fattori esterni come l’attività fisica, il tempo trascorso all’aperto e la componente sociale del birdwatching. Tutti elementi che, presi insieme, sono già noti per favorire il benessere cerebrale generale.
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Tra natura, attenzione e allenamento mentale leggero
Anche senza conclusioni definitive, la ricerca suggerisce che il birdwatching potrebbe rappresentare un’attività favorevole per il cervello. L’insieme di concentrazione, movimento e immersione nella natura crea un contesto stimolante per le funzioni cognitive. In ogni caso, gli studiosi evidenziano che dedicarsi a hobby che richiedono osservazione e attenzione può lasciare un segno positivo e duraturo sul cervello. Il birdwatching, in questo senso, diventa un esempio di come attività semplici possano coinvolgere in modo profondo la mente.

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- https://www.vice.com/en/article/how-birdwatching-changes-your-brain-according-to-science/
- https://www.jneurosci.org/content/46/12/e1307252026
- https://www.researchgate.net/publication/401124285_The_tuned_cortex_Convergent_expertise-related_structural_and_functional_remodeling_across_the_adult_lifespan
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