Come vede il mondo un’ape: la telecamera che ci mostra la realtà che non vediamo (e non è poco) [+VIDEO]

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Come vede il mondo un’ape: la telecamera che ci mostra la realtà che non vediamo (e non è poco) [+VIDEO]

| 27/06/2026
Fonte: Pixabay

Una realtà invisibile che gli animali vedono ogni giorno

  • La visione umana copre solo una parte dello spettro elettromagnetico
  • Una nuova telecamera ricostruisce la percezione visiva degli animali con oltre 92% di precisione
  • Uccelli e api vedono l’ultravioletto, rendendo visibili segnali invisibili all’uomo
  • Alcuni animali hanno capacità estreme come infrarosso, luce polarizzata e molti fotorecettori
  • La tecnologia può essere usata anche per progettare città più compatibili con la fauna selvatica

 

 Quello che chiamiamo “realtà” è solo una porzione limitata di ciò che esiste. L’occhio umano percepisce infatti soltanto una parte dello spettro elettromagnetico, mentre il resto della luce rimane completamente invisibile. Per molte specie animali, però, questa porzione nascosta è il loro quotidiano.

Una nuova tecnologia sviluppata da Vera Vasas e dal Hanley Color Lab della George Mason University permette ora di osservare il mondo come lo vedono gli animali. Non si tratta di ricostruzioni artistiche, ma di una simulazione scientifica con un’accuratezza superiore al 92%, capace di tradurre davvero la percezione visiva di specie diverse.

Occhi diversi, mondi diversi: come cambia la visione tra specie

La visione umana si basa su tre recettori sensibili a rosso, verde e blu, ma molte specie funzionano in modo molto diverso. Gli uccelli, per esempio, hanno un sistema tetrachromatico e vedono anche l’ultravioletto, rendendo visibili segnali e colori che per noi non esistono.

Le api utilizzano proprio questa capacità per orientarsi: sui fiori esistono vere e proprie “mappe” UV invisibili all’occhio umano, che guidano l’insetto verso il nettare. Noi vediamo un semplice fiore, loro una sorta di segnaletica naturale perfettamente strutturata.

Dal cane al serpente: la varietà estrema della percezione animale

Non tutte le specie vedono più colori di noi. Cani e gatti hanno una visione dicromatica, con una gamma cromatica ridotta rispetto alla nostra. Alcune tonalità risultano per loro difficili da distinguere, soprattutto tra rosso e verde.

All’estremo opposto troviamo animali con capacità sorprendenti. La mantide pavone possiede fino a 16 fotorecettori e percepisce la luce polarizzata. I serpenti possono rilevare l’infrarosso, cioè il calore corporeo, mentre le renne vedono l’ultravioletto per distinguere tracce sulla neve artica.

La telecamera che traduce il mondo degli animali

La tecnologia sviluppata dal team di ricerca funziona grazie a un sistema a quattro canali: blu, verde, rosso e ultravioletto. Questi dati vengono poi elaborati da un software che li converte in una rappresentazione coerente con la percezione visiva di una specifica specie.

Il dispositivo è anche pratico: costruito con componenti commerciali e struttura modulare stampata in 3D, può essere utilizzato fuori dai laboratori. Questo lo rende accessibile a ricercatori, documentaristi ed educatori, ampliandone enormemente le possibili applicazioni.

Dalla scienza alla città: perché questa tecnologia cambia tutto

Le applicazioni non si fermano alla ricerca. Comprendere come gli animali vedono il mondo può influenzare la progettazione di città, luci urbane e infrastrutture, riducendo l’impatto sulla fauna selvatica e migliorando la convivenza tra specie.

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Allo stesso tempo, questa tecnologia permette di mostrare ciò che prima era invisibile: i segnali UV sui fiori, i contrasti nascosti nelle piume, le tracce luminose usate negli spostamenti. La realtà non cambia, ma finalmente cambia il modo in cui possiamo vederla davvero.

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