Dai messaggi alle chiamate ignorate: come cambia la comunicazione tra le nuove generazioni
- Uno studio su 9.482 giovani mostra che il 69% della Gen Z tiene il telefono in silenzioso
- Il 74% ignora spesso le chiamate, considerate invasive o inutili
- Il 53% ritiene le telefonate una perdita di tempo
- I messaggi e i vocali sono diventati il principale mezzo di comunicazione
- Le chiamate sono accettate soprattutto in ambito lavorativo o familiare
Per la Gen Z, rispondere al telefono non è più un gesto automatico. Secondo uno studio di Reverse Look Up riportato da Vice, su un campione di 9.482 giovani tra i 18 e i 30 anni, il rapporto con le chiamate è profondamente cambiato. Il 69% tiene il telefono in modalità silenziosa per gran parte della giornata, trasformando lo squillo in un evento sempre più raro.
Il dato forse più significativo è che il 74% dichiara di ignorare spesso le chiamate in arrivo. Per molti, la telefonata non è più uno strumento di comunicazione naturale, ma un’interruzione improvvisa del proprio tempo. Il 53% arriva addirittura a definirla una perdita di tempo, preferendo forme di contatto più controllabili.
Messaggi e vocali come nuova normalità
Il cambiamento riguarda soprattutto il modo in cui si comunica. I giovani oggi preferiscono messaggi scritti o vocali, che permettono di gestire tempi e risposte senza l’immediatezza tipica delle telefonate. L’idea di essere sempre reperibili viene spesso percepita come una forma di pressione.
Nonostante questo, la disponibilità non scompare del tutto. Il 71% degli intervistati riconosce ancora un’eccezione importante: datori di lavoro, colleghi e familiari. In questi casi la risposta è più rapida, segno che il telefono mantiene un ruolo selettivo nella vita quotidiana.
Dal telefono che squilla al numero che spaventa
Il confronto con il passato è evidente. Fino ai primi anni 2000, le chiamate erano il principale mezzo di comunicazione a distanza. Oggi, invece, molti giovani associano i numeri sconosciuti a spam, truffe o promozioni indesiderate, sviluppando una naturale diffidenza verso lo squillo improvviso.
Questa percezione ha contribuito a rendere le chiamate sempre meno utilizzate. Il telefono è rimasto lo stesso oggetto, ma la sua funzione si è trasformata. Da strumento per parlare, è diventato soprattutto uno spazio per messaggi, notifiche e comunicazione asincrona.
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Una nuova grammatica della comunicazione
Il risultato è un cambiamento culturale più ampio nel modo di comunicare. La comunicazione asincrona diventa la norma, mentre la risposta immediata perde centralità. Non si tratta solo di preferenze tecnologiche, ma di una diversa gestione del tempo e dell’attenzione. In questo scenario, la telefonata assume un significato diverso: non è più il default, ma un’eccezione. E quando arriva un numero sconosciuto sullo schermo, la reazione più comune non è più la risposta immediata, ma un momento di valutazione.

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