Scoperto negli abissi delle Galápagos un minuscolo polpo blu profondo simile a un Pokémon

Commenti Memorabili CM

Scoperto negli abissi delle Galápagos un minuscolo polpo blu profondo simile a un Pokémon

| 26/07/2026
Fonte: Zootaxa

Identificato il Microeledone galapagensis, una creatura marina tascabile scovata a quasi due chilometri sotto il livello del mare che riscrive le regole della biologia

  • A circa 1.800 metri di profondità nell’Oceano Pacifico, presso l’isola Darwin nelle Galápagos, è stato filmato e prelevato nel 2015 un minuscolo polpo blu rimasto a lungo avvolto nel mistero
  • Il bizzarro animale marino, grande quanto una pallina da golf e caratterizzato da braccia corte e tozze con poche ventose, ha finalmente ricevuto il nome scientifico ufficiale di Microeledone galapagensis
  • La scoperta è stata effettuata grazie alle telecamere e ai bracci meccanici di un veicolo sottomarino telecomandato, il ROV, impiegato durante una complessa spedizione della nave oceanografica E/V Nautilus
  • Per studiare l’unico e prezioso esemplare senza danneggiarlo o sezionarlo, i ricercatori hanno utilizzato la microtomografia computerizzata ricreando un modello tridimensionale perfetto ai raggi X
  • La descrizione della nuova specie, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Zootaxa, ha costretto gli esperti a ridefinire e aggiornare i confini tassonomici della famiglia di appartenenza

 

A circa 1.800 metri di profondità nell’Oceano Pacifico, dove la luce solare è ormai solo un pallido ricordo, la natura ha deciso di fare un regalo inaspettato agli scienziati. Nel 2015, durante una spedizione della nave da ricerca E/V Nautilus nei pressi dell’isola Darwin, nel settore settentrionale delle Galápagos, le telecamere hanno inquadrato qualcosa di sorprendente. Un bizzarro e minuscolo organismo si muoveva sul fondale oceanico accanto a una maestosa montagna sottomarina, lasciando l’equipaggio a bocca aperta per via del suo colore.

Il bizzarro protagonista di questa scoperta è un cefalopode dalle sfumature cromatiche decisamente insolite per quell’ambiente oscurato. L’animale è stato immortalato e studiato grazie all’impiego di un veicolo sottomarino telecomandato (ROV), uno strumento fondamentale per esplorare territori altrimenti inaccessibili agli esseri umani. Dopo anni di attente analisi in laboratorio, questa incredibile e simpatica creatura è stata finalmente descritta sulla nota rivista scientifica Zootaxa, ricevendo il nome ufficiale di Microeledone galapagensis.

Una minuscola pallina da golf blu scansionata in 3D senza l’uso del bisturi

Le dimensioni di questo abitante degli abissi sono decisamente ridotte, dato che il suo corpo tozzo e compatto è grande più o meno come una pallina da golf. Il robot subacqueo è riuscito a raccogliere un singolo esemplare e a documentarne altri due nelle immediate vicinanze, prima di trasportare il prezioso carico alla stazione di ricerca delle Galápagos. Fin da subito, l’animale si è distinto dal resto del materiale biologico raccolto sul fondo oceanico per via delle sue caratteristiche fisiche uniche e decisamente eccentriche.

Il campione è stato successivamente trasferito a Chicago per essere sottoposto a esami anatomici approfonditi, sollevando un complesso dilemma per l’équipe di studiosi. Trattandosi dell’unico individuo integro a disposizione, una classica dissezione avrebbe irrimediabilmente distrutto le strutture interne, inclusi il becco e l’apparato boccale. Per ovviare al problema, gli scienziati hanno utilizzato la microtomografia computerizzata, una tecnica d’avanguardia che impiega migliaia di scansioni a raggi X per generare un modello tridimensionale virtuale.

Una forma tascabile che costringe gli scienziati a modificare la tassonomia

L’esito delle analisi digitali ha confermato l’assoluta eccezionalità del mollusco, evidenziando tratti morfologici mai catalogati in precedenza. Il piccolo polpo presenta braccia corte con un numero ridotto di ventose, oltre a specificità interne che hanno costretto gli esperti a riconsiderare i confini tassonomici del gruppo biologico. Il nome specifico scelto dai ricercatori, galapagensis, rende un chiaro e diretto omaggio all’arcipelago dell’Ecuador, un luogo celebre per il suo immenso e storico patrimonio naturalistico.

Leggi anche: I polpi usano i microbi per “assaggiare” l’ambiente circostante con i tentacoli

L’identificazione di questa specie dimostra che i fondali marini non sono una distesa desolata, ma ospitano ecosistemi ricchi di dinamismo e di incredibili strategie di adattamento. La scoperta del Microeledone galapagensis evidenzia come l’esplorazione scientifica necessiti di strumenti tecnologici sempre più sofisticati e non distruttivi. Questa minuscola creatura azzurra rappresenta un piccolo ma significativo tassello che si aggiunge alla nostra mappa della biodiversità marina, ricordandoci quanto resti ancora da scoprire.

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend