Tra indici UV sfidati al millimetro e creme solari bandite, la Gen Z riscopre il fascino (pericoloso) della tintarella stile grigliata
- Il fenomeno social del Tanmaxxing spinge gli utenti a ottimizzare al massimo l’abbronzatura, ignorando deliberatamente la prevenzione dermatologica
- Gli adepti della tendenza monitorano l’indice UV per esporsi nelle ore di picco più rischiose ed evitano l’uso di filtri protettivi
- Molti utenti considerano l’eritema e le scottature cutanee come un traguardo o uno step necessario per scurirsi anziché come un danno
- Dati scientifici confermano che le radiazioni ultraviolette naturali o artificiali costituiscono un accertato cancerogeno per l’essere umano
- Esistono alternative estetiche sicure per la pigmentazione come l’applicazione costante di autoabbronzanti, bronzer o gocce colorate
Il mondo della skincare ha passato anni a spiegarci l’importanza cruciale dei filtri solari, eppure sulle piattaforme digitali la logica è stata ribaltata dal Tanmaxxing, un termine derivato dall’unione tra l’abbronzatura e il suffisso usato online per indicare la massimizzazione estrema dei tratti estetici. Su TikTok proliferano contenuti in cui gli utenti fanno di tutto pur di sfoggiare una pelle dorata, ignorando i consigli dermatologici e trasformando l’esposizione al sole in una sfida estrema che rasenta l’autolesionismo.
I seguaci di questa moda monitorano costantemente le applicazioni meteo, non per evitare i momenti più caldi della giornata, ma per scovare i picchi di radiazioni UV e gettarsi sotto il sole a picco senza sosta. Le sessioni di esposizione sono volutamente prolungate e concentrate nelle ore più aggressive della giornata, riducendo le pause al minimo e considerando il doloroso arrossamento cutaneo come una medaglia al valore o uno step obbligatorio per scurirsi.
I falsi miti della tintarella e i dati della disinformazione
La Skin Cancer Foundation ricorda che le radiazioni ultraviolette, incluse quelle delle lampade, sono un cancerogeno accertato e la causa principale dei tumori della pelle. L’abbronzatura non costituisce affatto uno scudo protettivo contro le scottature, ma rappresenta il segnale visibile di un danno biologico già subìto dalla cute, smentendo la narrazione tossica che circola nei video virali.
La disinformazione in materia resta radicata, come dimostra un’indagine di AstraRecerche per Fondazione Veronesi. I dati rivelano che il 41,7% degli italiani crede che i lettini solari preparino la pelle al sole. Solo il 29,2% associa la protezione alla vita quotidiana in città e appena il 44% indossa sempre lo schermo protettivo quando si espone al sole, con un divario netto tra il 55% delle donne e il misero 33% degli uomini.
Come salvare la pelle senza rinunciare al colore
Per conciliare la voglia di estate con la salute basta seguire poche regole fondamentali ed evitare gli eccessi, applicando la crema protettiva nella quantità corretta e ripetendo l’operazione ogni due ore o subito dopo ogni bagno. Diventa fondamentale rispettare il proprio fototipo ed evitare preparazioni fai da te o oli abbronzanti privi di filtri UV, che accelerano solo il deterioramento cellulare.
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Per chi proprio non riesce a vedersi pallido, i dermatologi consigliano soluzioni alternative decisamente più salutari. È possibile simulare un perfetto effetto baciati dal sole ricorrendo a cosmetici mirati come autoabbronzanti, bronzer, creme colorate o gocce pigmentate. Questi espedienti garantiscono lo stesso risultato estetico desiderato dai social, ma evitano di aumentare l’esposizione ai raggi solari e di pagare le conseguenze sulla pelle a distanza di anni.

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- https://www.fanpage.it/stile-e-trend/benessere/tanmaxxing-per-abbronzarsi-di-piu-ines-mordente-pericoloso-la-pelle-ricorda-e-le-conseguenze-si-pagano-anni-dopo/
- https://www.ok-salute.it/benessere/tanmaxxing-quali-sono-i-rischi-di-questo-trend-sui-social-media/
- https://www.torinocronaca.it/news/tendenze/661522/tanmaxxing-il-trend-che-spinge-i-giovani-a-rinunciare-alla-crema-solare-i-dermatologi-avvertono-sui-rischi.html
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